Sandra Mondaini racconta la vita senza Raimondo: "Un dolore insopportabile"

Sandra Mondaini racconta la vita senza Raimondo: "Un dolore insopportabile"

Sandra Mondaini ospite al festival di Sanremo nel 2008

La mia vita senza Raimondo: Sandra Mondaini parla per la prima volta dopo la scomparsa di Raimondo Vianello: “A volte il dolore è insopportabile. Non gioco più a carte, guardo poco la tv, faccio fisioterapia. Ogni tanto telefono a Pippo Baudo, un vero fratello per me. Non riesco ancora a non piangere, anche se Raimondo non vorrebbe che piangessi, piuttosto mi direbbe che devo io asciugare le lacrime agli altri e sorridere”.

Così Sandra Mondaini nella lunga intervista esclusiva concessa a Tv Sorrisi e Canzoni a due mesi dalla scomparsa di Raimondo Vianello. Nel numero in edicola domani, Sandra continua: “Mi consola il pensiero che, in fondo, non sono l’unica vedova al mondo. Poche le altre consolazioni, perché mi piacerebbe andare in giro per la mia Milano, però con la carrozzina è troppo complicato. E anche giocare a carte é diventato difficile: faccio fatica a tenerle in mano”.

La tv, invece, la segue poco: “Solo i dibattiti, il resto non mi piace. Ho seguito Annozero. Niente varietà: il varietà come lo si intendeva una volta è morto per sempre”. Delle donne televisive la più brava è “Maria De Filippi, e non ci sono eredi di Sandra Mondaini perché io non sono mai stata niente”. “Dovendo guardare avanti mi piacerebbe creare una fondazione. Vorrei poter aiutare i bambini gravemente malati con le mamme che non possono permettersi di curarli perché non hanno soldi. Oggi, intanto vorrei guarire da tutti i miei mali. E vorrei sentire meno dolore, perché alle volte è insopportabile”, conclude la Mondaini.

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