Lentezza e gradualità: le regole per correre bene

ROMA – Sarà l’influenza di Hollywood, le tante foto di vip in pantaloncini e sneakers, fatto sta che la corsa è diventato un allenamento sempre più diffuso anche tra gli italiani. Quel che però gli italiani non sanno, o dimenticano, è che non si può iniziare a correre tutto ad un tratto.

L’approccio alla corsa, dicono gli esperti, deve essere graduale. Non bisogna pensare di diventare atleti tutto a un tratto, ma bisogna stabilire un programma adeguato al proprio fisico e alle proprie possibilità.

All’inizio è bene alternare corsa e camminata. Tre volte alla settimana sono l’ideale, ma già due assicurano un buon lavoro. Per esempio, si può iniziare camminare per 3 minuti e poi correre per un minuto, per un totale di15-20 minuti nella prima settimana. Dalla seconda si possono aumentare i tempi di corsa a 2 minuti, lasciando invariati quelli dedicati alla camminata. , che poi potranno essere ridotti a vantaggio di quelli per la corsa.

Con il passare delle settimane si continua con la riduzione del tempo dedicato alla camminata, fino ad abolirlo del tutto a favore della corsa. Una volta che si è arrivati a correre ininterrottamente per 20-30 minuti si può iniziare a ragionare anche sulle distanze.

Riguardo alla velocità è bene seguire il ritmo del proprio cuore. Per una corsa lenta la frequenza cardiaca non dovrebbe superare il 50-60 per cento della frequenza massima, mentre per quella a velocità moderata, ideale per perdere peso, si consiglia un valore non superiore al 60-70 per cento della frequenza massima.

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