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Volete vivere 100 anni? Seguite queste poche e semplici regole

Al bando il pessimismo, anche da anziani occorre cercare di guardare il bicchiere mezzo pieno; la longevità in piena salute psico-fisica si conquista con un atteggiamento positivo, spontaneo, tra cui esercizi di ‘sorriso’ e respiri profondi quotidiani, come consiglia Assomensana che in proposito ha messo a punto sette strategie, dopo aver studiato le caratteristiche degli ultracentenari. ”Le condizioni favorevoli a un invecchiamento di successo – afferma il presidente di Assomensana Giuseppe Alfredo Iannoccari – sono da ricercare non in una, ma in più dimensioni correlate tra loro: genetica, alimentazione, soggettività, relazioni interpersonali, ambiente sociale e comunità di appartenenza.

Uno dei fattori fondamentali dell’ottima forma, di mente e corpo, anche in tarda età, e’ senz’altro un atteggiamento positivo”. Secondo l’associazione di neuropsicologi, impegnata dal 2004 nella prevenzione dell’usura mentale e nell’allungamento della vita media, ”le regole d’oro per cambiare il proprio approccio con l’esistenza e abbracciare una visione in rosa sono sette: – Sfogliando una rivista o un giornale, si deve scegliere di soffermarsi sulle notizie a carattere positivo anziché su notizie di cronaca o di politica.

In un giorno, per tre volte, occorre fare esercizi di mimica facciale sorridendo sette volte, in quanto la muscolatura del volto improntata al sorriso rinvia segnali al cervello che rimandano a schemi automatici riferiti a situazioni piacevoli; – – Due volte al giorno, va effettuata una respirazione diaframmatica, respirando profondamente per due minuti, mantenendo ferma la gabbia toracica e gonfiando e sgonfiando solo la pancia; – E’ opportuno cercare occupazioni che consentono di stare con altre persone, con le quali condividere scopi e obiettivi; – A fine giornata, serve ripensare a due eventi positivi che si sono vissuti/osservati nel corso della stessa.

Durante la conversazione, bisogna evitare le espressioni lamentose e limitare i “no” e le parole negative e svalutative (come “non posso”, nessuno, pochino, minutino, attimino o mai), preferendo termini possibilistici (“mi piacerebbe farlo”, “valuterò le possibilità”, “alcune persone fanno”); – E’ indispensabile decidere di voler cambiare!”.E per raggiungere il traguardo dei 100 anni, bisogna assicurarsi una buona salute mentale, di cui lo starter è appunto il pensiero positivo, che è stato riscontrato in tutti i 244 ultracentenari, monitorati dal 2001 al 2009, dall’Università della Georgia.

Dalla ricerca sono stati delineati tre tipi di centenari, riferisce Iannoccari: I ‘sopravvissuti’, persone che si sono ammalate prima degli 80 anni, ma che restano in vita ancora a lungo; i ‘ritardatari’, che hanno avuto malattie importanti dopo gli 80 anni, ma che superano i 100 anni, e i ‘fuggitivi’, che hanno festeggiato il secolo senza la complicazione di gravi patologie e che rappresentano il 15-20% dei centenari. Uno dei tre principali tratti distintivi dei “fuggitivi’ è quello di assumere un atteggiamento positivo verso la vita e di avere una notevole capacità di adattamento nei confronti delle mutate esigenze personali e ambientali, dimostrando una spiccata flessibilità.

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