Salute

I virus sono sempre più “esotici”. Perlopiù dall’Egitto

Tra i souvenir che si riportano dai viaggi potrebbero esserci anche dei virus ‘esotici’, che sempre di piu’ trovano nel nostro paese un clima adatto a proliferare. Lo affermano gli esperti della Societa’ Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit), che al tema dedicano una sessione del congresso nazionale che si e’ aperto oggi a Roma. L’ultimo caso che si e’ verificato in Italia, descritto dai ricercatori dell’istituto di Malattie Infettive Spallanzani della capitale sulla rivista Emerging Infectious Diseases, riguarda due viaggiatori bergamaschi di ritorno dall’Egitto, in cui e’ stato trovato il virus Alkhurma, che non era ancora arrivato nel nostro paese, che hanno preso visitando lo stesso mercato di cammelli. Non solo e’ la prima volta che si vede questo virus in Italia, sottolienano gli esperti, ma non era mai stato trovato neanche in Egitto. “Questo virus e’ trasmesso dalle zecche – spiega Giuseppe Ippolito, presidente del congresso e direttore scientifico dell’Istituto – ed e’ un ottimo esempio di come si puo’ riportare una malattia da paesi con un diverso livello di sviluppo. Il rischio e’ che questi virus trovino un vettore adatto a trasportarli, come e’ successo ad esempio per la Chikungunya”. Il West Nile, che ha determinato la comparsa di casi umani di encefalite in Italia nel 2008 e nel 2009, e’ un altro virus di provenienza africana che si e’ mostrato capace di provocare casi di patologia umana nel Mediterraneo e in Europa Orientale. Altri flavivirus di origine africana, come ad esempio l’Usutu, stanno attualmente circolando nel nostro Paese. “Questi virus spesso non vengono diagnosticati – continua l’esperto – nei casi meno gravi vengono trattati come sindromi parainfluenzali, mentre in quelli gravi ci vuole tempo perche’ si arrivi a una diagnosi giusta. E’ importante avere dei sistemi di monitoraggio, come quello che ha la Regione Emilia Romagna, per trovare eventuali animali che fanno da serbatoio per i virus: nel caso della Chikungunya, ad esempio, si e’ visto che cavalli e gazze sono ottimi ‘ospiti’ per il virus. Per chi viaggia invece e’ fondamentale seguire tutte le precauzioni necessarie”.

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