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Usa. Su "Viagra rosa" atteso ultimo verdetto medico, scende in campo anche Lisa Rinna

E’ giunto il momento della verità. Per il ‘Viagra rosa’, la pillola per aumentare il desiderio sessuale femminile, negli Stati Uniti un gruppo di esperti incaricato dalle autorità americane stanno valutando i meriti del prodotto. Il verdetto è atteso entro venerdì 18 giugno. Ma per il ‘Viagra femminile’ la strada appare tutta in salita nonostante la possente campagna pubblicitaria lanciata dalla casa farmaceutica tedesca Boehringer Ingelheim per convincere le donne americane che la loro pillola può garantire l’accesso ad un nuovo mondo di soddisfazione sessuale.

Il primo verdetto, giunto mercoledì da un comitato di esperti della FDA (la Food and Drug Administartion), è stato infatti negativo. I risultati delle ricerche presentati dalla casa farmaceutica non sono apparsi convincenti: i possibili benefici sessuali della pillola non bilanciano i documentati effetti negativi (dalla nausea allo stato confusionale).

Una ricerca effettuata per due anni su 1323 donne negli Usa e in Canada che accusavano mancanza di desiderio sessuale ha mostrato comunque miglioramenti sulla soddisfazione sessuale prodotta: una media di 4.5 ‘eventi sessualmente positivi’ al mese, contro i 3.7 rilevati nel gruppo che riceveva solo un placebo e i 2,7 rilevati in chi non prendeva la pillola. Ma il verdetto decisivo arriverà entro il fine settimana da parte di un comitato di esperti esterno alla FDA.

La casa farmaceutica tedesca, che spera di conquistare un mercato da due miliardi di dollari con il lancio negli Usa della pillola miracolosa (il farmaco Flibanserin, prodotto inizialmente come anti-depressivo ma che ha poi rivelato imprevisti effetti collaterali come quello di accendere la libido femminile), è stata criticata per la sua intensa campagna promozionale basata sul fatto che lo scarso desiderio sessuale è una patologia che può essere curata.

Tra i testimonial: la ex-modella di Playboy Lisa Rinna. “Sono messaggi che tendono a trasformare in malattia quella che invece è una condizione in molti casi normale – afferma la dottoressa della Georgetown University Adriane Fugh-Berman – il tentativo è quello di fare leva sulle insicurezze dei medici e delle donne”.

Altri medici sostengono invece che il basso livello di desiderio sessuale è “una vera malattia: esiste una reale necessità medica per un ampio gruppo di donne pre-menopausa”, sostiene il dottor Peter Piliero, direttore delle attività mediche della Boehringer negli Stati Uniti. Altre compagnie, impegnate nella corsa al ‘Viagra rosa’, stanno seguendo strade diverse come cerotti o spray addominali basati sul testosterone.

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