Tiroide, se infiammata può portare alla depressione post-parto

Tiroide, se infiammata può portare alla depressione post-parto

ROMA – Una neo-mamma su tre in Italia soffre di tiroidite post-partum, ovvero di una infiammazione della ghiandola tiroidea che in genere si manifesta entro un anno dal parto e spesso si risolve spontaneamente.

Se non trattata, però, può portare complicazioni per la salute della donna. Basti pensare che proprio al malfunzionamento della tiroide è dovuto il 5-10% dei casi di depressione post-partum. Non solo: la corretta funzione tiroidea è fondamentale anche durante la gravidanza, per garantire al nascituro uno sviluppo regolare e un quoziente intellettivo nella norma, per questo è essenziale sottoporsi a un controllo specifico ancor prima di restare incinta.

Proprio alla prevenzione delle patologie tiroidee prima, durante e dopo la gravidanza è dedicata la Giornata Nazionale della Tiroide 2010, promossa e organizzata dalle principali associazioni dei pazienti – Aibat, Ameir, Ame Pescara, Amt Pisa, Atta, Atta Lazio, Atta Puglia e Basilicata, Atta Toscana, Ape Triveneto, Gat, La Lumaca – col patrocinio dell’Associazione Italiana della Tiroide (Ait), dell’Associazione Medici Endocrinologi (Ame) e della Società Italiana di Endocrinologia (Sie).

Sabato 17 e domenica 18 aprile nelle principali città italiane medici e volontari incontreranno i cittadini per fornire informazioni sulle malattie tiroidee e offrire screening endocrinologici gratuiti (visita, ecografia e, in alcune città, anche un prelievo del sangue). Inoltre, numerosi ambulatori di endocrinologia resteranno aperti anche di sabato.

Le patologie della tiroide colpiscono circa 6 milioni di italiani, soprattutto le giovani donne. «Il corretto funzionamento della ghiandola tiroidea è fondamentale per il benessere generale della persona – afferma Roberto Castello, segretario dell’Associazione medici endocrinologi – ed è quindi importante sottoporsi a controlli specifici per individuare tempestivamente eventuali disfunzioni, soprattutto se si ha un familiare che ne ha già sofferto o se si è una donna desiderosa di gravidanza. Altrettanto importante è assicurare con una dieta corretta un adeguato apporto di iodio allo scopo di prevenire lo sviluppo della patologia gozzigena o di alterazioni, lievi ma significative, dello sviluppo intellettivo del nascituro».

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