Testorsterone, ormoni, trapianti di capelli: gli uomini combattono impotenza e rughe

Testorsterone, ormoni, trapianti di capelli: gli uomini combattono impotenza e rughe

Non accade solo alle donne. Quella di invecchiare è una paura che colpisce tutti, anche gli uomini. Nella società dell’immagine, l’aspettativa di vita cresce di pari passo con il terrore del decadimento fisico, con il pensiero fisso di non essere più quelli di una volta. E allora ogni trucco è buono per imbrogliare, ed imbrogliarci, sulla data stampata nel certificato di nascita. Se il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è il simbolo di questa lotta alla vecchiaia a colpi di bisturi e trapianti di capelli, oltreoceano c’è un’intera generazione che si è trasformata nel “movimento per il riscatto della virilità americana”. Sono i circa 19 milioni di “baby boomers”, i nati tra il 1945 ed il 1964, che in questi anni hanno superato la fatidica soglia dei cinquanta. Un giro di boa difficile da digerire che inevitabilmente macina giorno dopo giorno la sessualità, la forza e il più generale senso di appagamento degli uomini.

L’ansia dei nuovi maschi ha generato una corsa agli aiutini estetici. Le aziende farmaceutiche si sono arricchite con la pillola blu contro l’impotenza, i chirurghi estetici si sono pagati le vacanze rimuovendo rughe e pelle in eccesso, ma non è tutto. La vera “fontana della giovinezza”, a detta di molti, sono gli ormoni. Con l’avanzare dell’età, infatti, il sistema ormonale si modifica e, in particolare, i livelli di molti “messaggeri chimici” come il testosterone diminuiscono. Ecco allora che si è scatenata la corsa alla ricerca dell’ormone anti-invecchiamento che il dottor William Regelson ha individuato nella melatonina. Secondo l’ex direttore del Fondo per la ricerca biomedica integrata della Virginia Commonwealth University College of Medicine, “l’invecchiamento non è un evento normale ma una malattia”. “Ripristinando gli ormoni che diminuiscono dopo i 40 anni è possibile rallentare e perfino invertire il processo di invecchiamento”, ha scritto Regelson nel suo libro “La fonte della giovinezza” (1997).

Esiste veramente un equivalente maschile della menopausa? Non si può negare che gli uomini cambino durante la mezza età. Mediamente, un maschio americano perde da 12 a 20 kg di muscoli tra i 40 e 70 anni. I testicoli si restringono leggermente e, allo stesso tempo, la prostata inizia ad accumulare tessuto connettivo denso che può eventualmente complicare sia la minzione che l’eiaculazione. Il pene, poi, diventa sempre più lento. Circa il 15% degli uomini americani a 70 anni sono completamente impotenti e un terzo soffre di crolli almeno occasionali. Tutto questo però non è paragonabile alla menopausa femminile, con la fine dell’attività ovarica e della produzione di estrogeni. Negli uomini a partire dai 35-40 anni di età il testosterone diminuisce in media di circa l’1% l’anno, a cui va aggiunto un aumento della proteina SHBG che lega il testosterone disattivandolo. L’ormone, però, nella maggioranza dei 70enni rimane comunque nei livelli considerati “normali” anche per persone più giovani.

Un basso livello di testosterone, per prima cosa, agisce sul desiderio sessuale. Tanto che in California la legislazione prevede una terapia obbligatoria di riduzione dell’ormone per i condannati per reati a sfondo sessuale. Il testosterone è anche responsabile dei caratteri sessuali secondari maschili come la barba, i muscoli, la pelle spessa e le abitudini di guida aggressive. “Diamo gli occhiali alle persone che invecchiano per mantenere l’acuità visiva – ha dichiarato a Newsweek il Dottor Norm Mazer -, perché non possiamo dare loro il testosterone per mantenere la forza muscolare e prevenire l’osteoporosi?”.

In una ricerca del 1992, il dottor Joyce Tenover della Emory University Medical School ha studiato gli effetti dell’ormone su 13 uomini anziani, somministrando per tre mesi il testosterone e per altri tre mesi un placebo. Durante il trattamento con l’ormone, gli uomini hanno guadagnato massa muscolare mentre è diminuita la riduzione della massa ossea. I livelli di colesterolo sono scesi e il loro umore e la libido sono migliorati.

Bisogna però restare cauti. Se somministrato a dosi elevate, l’ormone potrebbe causare lo sviluppo del seno e la sterilità (si pensi che il testosterone ad alte dosi è in fase di studio come contraccettivo maschile) e, addirittura, alimentare la crescita dei tumori della prostata, che sono comuni in uomini più anziani. Non solo. Poiché il testosterone aumenta la produzione di globuli rossi, potrebbe addensare il sangue, elevando così il rischio di ictus.

Altri ostacoli sono il costo delle applicazioni di testosterone. L’ormone richiede una prescrizione medica e una fornitura di patch (dischetti adesivi) per un mese costa circa 100 dollari, oltre al fastidio che provoca il dover levare la colla dei dischetti con acetoni vari. Chi ha le tasche vuote ma la stessa voglia di ringiovanire può ripiegare sul DHEA, un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali sia degli uomini che delle donne, che contribuisce ad alimentare la produzione di ormoni sessuali. Rispetto al testosterone la sua azione è minore, ma anche i suoi costi: gli appassionati di fitness lo possono trovare facilmente nei negozi di alimenti salutistici per soli 5 o 10 dollari al mese.

Come per il testosterone, i rischi sulla salute rimangono ancora oscuri. E questo è ancor più vero per la somatropina, l’ormone della crescita che inizialmente veniva raccolto dai cadaveri ed utilizzato per combattere il nanismo nei bambini. Alla fine degli anni 80 le aziende di biotecnologie hanno iniziato sintetizzare la molecola ed ora molti medici lo usano per combattere l’andropausa. I costi, però, sono proibitivi. Una fornitura per un anno di hGH (growth hormon, l’ormone della crescita) può arrivare a costare tra i 10 e i 15mila dollari. Un patrimonio, contando che può causare grave ritenzione idrica, far ingrandire gli organi e le ossa e far peggiorare il diabete.

Se gli ormoni dovessero fare effetto, però, invecchiare potrebbe diventare più divertente che mai. E, nelle fantasie del dottor Regelson, i 19 milioni di baby boomers passeranno i loro 80 anni sciando sulle Alpi, sorvolando il Sahara in mongolfiera o, in alternativa, appagando instancabilmente i propri partner sessuali.

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