Categorie
Salute

Siete tornati da un viaggio in Sud Africa e la febbre non va via? Fatevi controllare, potrebbe essere malaria

Se al ritorno da un viaggio in Africa Subsahariana o India, si accusa febbre persistente, astenia, mal di gola e ingrossamento dei linfonodi ”e’ bene non sottovalutare questi sintomi, perche’ potrebbe trattarsi di malaria”. A spiegarlo e’ Laura Pecoraro, dirigente medico di igiene, epidemiologia e malattie dei viaggi dell’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti (Inmp).

”La febbre va monitorata con attenzione, perche’ l’incubazione della malaria – precisa Pecoraro – puo’ andare da una a qualche settimana. Quindi, se si va dal medico, e’ bene ricordare che si e’ stati in una zona malarica”. Quando si decide di andare in paesi con climi e malattie diverse dal nostro, bisogna ”sempre controllare lo stato vaccinale, pensando sia alle malattie di base che a quelle specifiche del posto – continua – Oltre alla malaria, si puo’ incorrere in epatite A, tifo, colera, diarrea del viaggiatore, che colpisce circa il 70% di chi va in zone esotiche, e febbre gialla”. Proprio per quest’ultima malattia, presente in 42 Stati nel mondo, tra America latina e Africa, l’Inmp ha appena ricevuto l’autorizzazione a poter fare la vaccinazione ed essere quindi uno dei centri di riferimento in Italia. ”Si tratta di una malattia virale – spiega Aldo Morrone, direttore dell’istituto – di breve durata, che puo’ portare anche alla morte. Viene trasmessa dalla zanzara Aedes aegypti (zanzara tigre). Dovrebbero vaccinarsi sia i viaggiatori che i migranti”. Molti degli stranieri che vivono in Italia perdono infatti la loro immunizzazione a certe malattie, e quando tornano nei loro paesi d’origine, magari durante l’estate o in pellegrinaggio per il Ramdan, possono venire in contatto con ceppi virali, come il meningococco, non presenti in Italia.

”Per questo stiamo lavorando – conclude Pecoraro – per raggiungere e sensibilizzare i migranti su questo punto, in modo che si vaccinino prima della partenza e si facciano controllare al ritorno dal viaggio, in modo da evitare casi di malaria, tifo, epatite, meningite o tetano. Stiamo studiando il modo di offrire gratuitamente i vaccini ai meno abbienti”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.