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Aria inquinata anche in casa: ben cinque volte di più di quella all’esterno

Non solo fuori, ma anche in casa – oltre che in ufficio ed a scuola – tira una ‘brutta aria’. Perche’ il dato, un po’ a sorpresa, e’ che l’aria che respiriamo tra le mura domestiche e’ ben cinque volte piu’ inquinata di quella all’esterno. Il fenomeno, ancora poco studiato anche in Italia, e’ noto come ‘inquinamento indoor’ e da oggi sara’ sotto la lente di ingrandimento degli esperti: parte infatti all’Istituto superiore di sanita’ (Iss) l’attivita’ del primo Gruppo di studio sull’inquinamento degli ambienti di vita. E ‘aria nera’ tira anche nelle scuole dove, secondo uno studio europeo, la concentrazione di polveri sottili e Co2 sarebbe oltre i limiti. – ARIA DI CASA ‘IRRESPIRABILE’: Una recente ricerca dell’Enviromental Protection Agency (Epa), l’Ente statunitense di protezione ambientale, ha dimostrato che l’aria di casa è cinque volte più inquinata di quella esterna. Le fonti dell’inquinamento indoor, spiegano gli esperti, sono da rintracciarsi nei cosiddetti COV, ossia i Composti Organici Volatili, contenuti nei prodotti per la pulizia della casa, degli uffici e di tutti gli ambienti di vita, come pure in pitture, vernici e smalti, nelle candele profumate e nei bastoncini d’incenso, nei vestiti e nella tappezzeria sottoposti a lavaggio a secco, nell’utilizzo di stufe a legna e caminetti, e ovviamente, nel fumo di sigaretta. Da non dimenticare poi l’inquinamento dovuto a batteri, funghi e muffe originatesi negli ambienti troppo umidi. – ALLARME ANCHE NELLE SCUOLE: Secondo lo studio europeo Hese, pubblicato sullo European Respiratory Journal, negli istituti scolastici presi in esame (un campione di scuole di Siena, Udine, Aarhus in Danimarca, Reims in Francia, Oslo in Norvegia e Uppsala in Svezia), il livello di esposizione degli alunni (600 bambini con età media di 10 anni) alle PM10 e alla CO2 è risultato in gran parte, per la precisione in 2/3 delle aule prese in esame, superiore agli standard. Si salvano solo Svezia e Norvegia, unici Paesi che garantiscono sistemi di ventilazione meccanici e non solo tramite l’apertura delle finestre. – VIA GRUPPO STUDIO ISS SU INQUINAMENTO INDOOR: Si riunisce oggi per la prima volta all’Iss il Gruppo di studio sull’inquinamento degli ambienti di vita istituito da Enrico Garaci, Presidente Iss. Lo scopo, si spiega nel sito dell’Istituto (www.iss.it), è quello di approfondire gli argomenti relativi all’inquinamento indoor e di proporre allo stesso tempo linee di indirizzo e di comportamento a tutela della salute. ”E’ emersa la necessità di costituire un nostro Gruppo di studio per coordinare tutte le attività scientifiche a livello nazionale, attualmente frammentate tra diversi istituti – afferma Sergio Fuselli, direttore del Reparto Igiene degli ambienti di vita dell’Iss – su un tema tanto importante quanto sottovalutato come quello della qualità dell’aria che respiriamo nelle nostre case e in tutti quegli ambienti cosiddetti “di vita”, ovvero che frequentiamo per l’80% del nostro tempo nel corso della giornata: scuola, uffici, mezzi di trasporto. Ci si sofferma spesso infatti sull’inquinamento atmosferico, dando per scontato di poter stare sicuri tra le mura domestiche o di un qualunque altro edificio. Ma in realtà non è così”. Compongono il Gruppo di studio il ministero della Salute, il ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR), il CNR, l’ENEA, l’ISPRA, l’Università di Roma “La Sapienza”, l’associazione DonnEuropee Federcasalinghe.

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