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SALUTE: TRAUMI OCULARI FENOMENO SEMPRE PIU' PEDIATRICO, 50% DEI RICOVERI

I traumi oculari infantili rappresentano circa il 50% dei ricoveri per trauma. Sono provocati da colpi accidentali (sport), corpi metallici appuntiti (aghi, frecce, penne, graffette), abusi e maltrattamenti (Shaken Baby Sindrome). L’eta’ piu’ colpita e’ tra i 5-10 anni, con un rapporto maschi-femmine pari a 4:1, fatta eccezione per le fasce di eta’ sotto i 3 anni, nella quale tale rapporto e’ pressoche’ uguale.

Spesso scatenati dalla curiosita’ infantile, i traumi avvengono prevalentemente quando il bambino e’ stanco, quando si trova in un ambiente nuovo e se il bambino e’ iperattivo.

Un quadro complesso, che emerge dal Registro italiano dei traumi oculari e confermato dalla BETT (Birmingham Eye Trauma Terminology), nell’ambito di uno scenario generale che, negli ultimi anni, ha registrato un netto aumento sia degli incidenti domestici, che rappresentano il 40% dei casi, sia nei traumi nel lavoro (20%).

E’ su questa emergenza che si confronteranno gli esperti italiani e internazionali degli occhi venerdi’ e sabato 25 e 26 giugno, al Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo, al congresso della S.I.E.T.O. (Societa’ Italiana di Ergoftalmologia e Traumatologia Oculare), coordinato da Stefano Zenoni, direttore dell’Unita’ di Oculistica degli Ospedali Riuniti di Bergamo, che anticipa: ”a livello nazionale ed internazionale abbiamo messo a fuoco tecniche e procedure in grado di permetterci di gestire il difficile paziente pediatrico, poco collaborativo sia nelle fasi preoperatorie, nella degenza, nel post-operatorio e nella riabilitazione”.

I traumi oculari si distinguono in semplici e perforanti. I primi sono delle contusioni che interessano la parte esterna dell’occhio. I traumi perforanti sono invece lesioni della cornea e della congiuntiva, causati da un corpo estraneo che colpisce l’occhio aperto, per esempio un ramo o una scheggia di vetro.

Se il corpo estraneo resta nell’occhio, si verifica una reazione, che e’ piu’ intensa se si tratta di un corpo non sterile, come per esempio una scheggia di legno. In questi casi c’e’ il rischio di sepsi. Un’altra forma di trauma e’ lo scoppio del bulbo oculare, che richiede la ricostruzione. Nel 90% di tutti i casi l’occhio si recupera a livello anatomico ma non sempre c’e’ un recupero funzionale.

Sul fronte delle cure, la nuova frontiera e’ la microchirurgia oculare e, in particolare, la comparsa della vitrectomia mini-invasiva ha realmente comportato una seconda rivoluzione nel campo della oftalmo traumatologia grazie a strumentazioni chirurgiche di calibro ridotto.

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