Salute: un diritto di tutti anche dei carcerati! Lo ribadisce la corte di cassazione

Salute: un diritto di tutti anche dei carcerati! Lo ribadisce la corte di cassazione

Il diritto alla salute prima di tutto, anche per i malati in carcere. Lo ribadisce la Corte di Cassazione che invita i giudici, chiamati a decidere sull’applicazione o meno di misure alternative per detenuti malati, a tener sempre presente, “indipendentemente dalla compatibilità o meno dell’infermità del detenuto con le possibilità di assistenza e cura offerte dal sistema carcerario”, anche l’esigenza di “non ledere comunque il fondamentale diritto alla salute ed il divieto i trattamenti contrari all’umanità”.

Perchè essere malati in carcere, scrive la Prima Sezione Penale, sentenza 30511, porta una “sofferenza aggiuntiva, derivante proprio dalla privazione dello stato di libertà in sè e per sè considerata” e questo “nonostante la fruibilità di adeguate cure in stato di detenzione”. I Supremi Giudici con questa motivazione hanno accolto il ricorso di un detenuto di Potenza, che aveva chiesto di scontare la pena ai domiciliari perchè doveva subire un intervento, per un tumore al cervello. Il Tribunale di Sorveglianza aveva respinto, però, la richiesta.

La Cassazione, invece, ha accolto il ricorso data la “gravissima patologia”, e ha chiesto ai giudici una nuova valutazione tenendo presente questi principi. “Considerando che questa sofferenza aggiuntiva – è scritto infine nella sentenza – è comunque inevitabile ogni qual volta la pena debba essere eseguita nei confronti di un soggetto in non perfette condizioni di salute” essa può assumere rilievo “solo quando si appalesi di entità tale (in rapporto, appunto, alla particolare gravità di dette condizioni) da superare i limiti dell’umana tollerabilità”

Potrebbero interessarti anche...