Qui sala parto. Epidurale è bello. Anche il marito che vuole il parto sofferto si arrende

Qui sala parto. Epidurale è bello. Anche il marito che vuole il parto sofferto si arrende

Qui Sala Parto è il blog di una ginecologa, che racconta in tempo quasi reale l’affascinante e a volte eroica lotta che ogni giorno e ogni notte viene condotta per affermare la vita.

Erano circa le ore 20.30 e nel box 1 era entrata una paziente in travaglio di parto.SI trattava della sua seconda gravidanza.

Mi avvicino alla signora e ho subito l’ impressione che sia un po’ spaventata.

Non riesco a capire ancora il motivo e così chiedo al marito che era accanto a lei, aspettando un momento di distrazione della moglie. Luigi , così si chiama, dice che la moglie ha molto dolore ma che è normale che soffra perché solo così potrà apprezzare la nascita di questo secondo bambino.

Io lo guardo e un po’ sconcertata lo faccio uscire dalla stanza travaglio per restare da sola con la moglie, signora Silvia. La poverina accusava delle violente contrazioni che non la facevano neanche respirare. Le chiedo il permesso di visitarla e così mi accorgo dell’ottima situazione ostetrica. Testa ben adagiata, collo centralizzato quasi appianato con dilatazione di due centimetri.

Controllo le sue analisi e vedo che ha fatto tutto quanto richiesto per la parto analgesia. Così le chiedo se voglia fare l’epidurale . Silvia mi guarda attonita e dopo un po’ mi dice che il marito non è d’accordo ma non scende nei particolari.

Le domando come fosse andato il parto precedente e lei mi risponde che aveva partorito solo un anno prima e che ha un ricordo “orribile” della fase espulsiva. Infatti era stata ricoverata perché aveva rotto le membrane senza avere contrazioni e dopo 24 ore era stat a portata in sala parto che era quasi a dilatazione completa. Del travaglio non si era neanche resa conto, tant’è che non aveva richiesto l’epidurale. Della fase espulsiva però ha un brutto ricordo. Dice: “Le spinte espulsive erano troppo dolorose”.

Il ricordo del dolore era così vivo e presente che Silvia sembrava volesse contrastare il travaglio per paura di soffrire di nuovo. Le parlo cercando di capire se, marito escluso, volesse fare l’epidurale.Le spiego che sarebbe importante vivere questa seconda esperienza in modo sereno e partecipe.

Esco fuori dal box travaglio e parlo con il marito che sembra sempre più convinto che la sofferenza delle donne sia fondamentale per capire quanto possa essere importante il bambino che nascerà. Dico a Luigi che Silvia ha bisogno del suo aiuto e che sarebbe intenzionata a fare l’ epidurale.

Luigi nel frattempo parla al telefono con i familiari e così mi viene in mente un’idea risolutiva. Aspetto che finisca e gli dico :”Se oggi dopo tanti anni di progressi scientifici le dicessero di non usare più il telefono, di non usare la macchina e di rinunciare a tutti i confort perché così si apprezza di più il significato della vita, lei sarebbe d’accordo? Così se le donne dopo la parto analgesia vivono il travaglio e il ricordo di esso in modo più sereno, perché non fargliela? Pensa veramente che una madre che fa l’epidurale sia peggiore di una che non la fa? Quante donne hanno maltrattato e addirittura ucciso i loro figli in epoca pre epidurale?”

Luigi si ferma un istante a riflettere e poi dice: “Va bene, sono d’accordo”. Così entriamo insieme nel box e Silvia è visibilmente provata dai dolori. Le chiedo come va e se è pronta a fare l’ epidurale,  visto che anche il marito è d’accordo. Silvia cambia espressione , mi guarda e mi dice: “Sono pronta a fare l’ epidurale anche se mio marito fosse contrario “.

Povero Luigi, aveva perso la sua battaglia anti epidurale! Dopo la parto analgesia Silvia aveva cambiato atteggiamento e tono d’umore. Appariva chiaramente rilassata così la visito ancora e non ci crederete ma era a dilatazione completa. Lei stessa mi dice di ” aver mollato i freni” che ostacolavano il travaglio . Dopo altri 10 minuti comincia con l’ostetrica le spinte espulsive.

Che meraviglia, questa epidurale, esclama! E’ nato così il secondo figlio, Francesco, un bel bambino sano, di 3200 gr. Auguri silvia e Luigi e speriamo che il prossimo sia femmina.

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