Pesce contro l’Alzheimer. Ma solo alla griglia o al forno

ROMA – Il pesce contro l’Alzheimer aiuta, ma solo se cotto al forno o alla griglia. Secondo quanto emerge da una ricerca presentata al meeting annuale della Radiological Society of North America, chi mangia pesce cotto così almeno una volta alla settimana ha meno probabilità di sviluppare forme lievi di decadimento cognitivo e il morbo di Alzheimer.

I risultati hanno mostrato che le persone che consumavano pesce al forno o alla griglia almeno una volta alla settimana avevano una migliore conservazione del volume di materia grigia alla risonanza magnetica del cervello nelle aree a rischio per la malattia di Alzheimer.

Il morbo di Alzheimer è una malattia progressiva che distrugge lentamente la memoria e le abilità cognitive.

Nello studio sono stati coinvolti 260 soggetti cognitivamente normali. Le informazioni sul consumo di pesce sono state raccolte utilizzando un questionario sulla frequenza alimentare. Ogni paziente è stato sottoposto a una risonanza magnetica del cervello in volumetria 3-D.

La morfometria, cioè la mappatura del cervello che misura il volume di materia grigia, è stata usata per modellare il rapporto tra il consumo settimanale di pesce al basale e alla struttura del cervello a distanza di dieci anni. I dati sono stati poi analizzati, ed è risultato che il consumo di pesce al forno o alla griglia su base settimanale era positivamente associata a volumi di materia grigia in diverse aree del cervello.

“Il consumo di pesce al forno o alla griglia promuove le connessioni tra neuroni nella materia grigia del cervello, rendendoli più grandi e più sani”, ha detto Raji. “Questa scelta di vita semplice, aumenta la resistenza del cervello al morbo di Alzheimer”.

I risultati hanno anche dimostrato un aumento dei livelli di cognizione nelle persone che mangiavano pesce al forno o alla griglia.

Potrebbero interessarti anche...