L’allarme dei pediatri: “Rischi da integratori per bebè e teen ager”

L’allarme dei pediatri: “Rischi da integratori per bebè e teen ager”

ROMA – Integratori alimentari senza controlli, anche quelli per bambini e adolescenti: l’allarme arriva dal primo congresso sulle cure pediatriche primarie in corso a Tel Aviv da dove i medici hanno segnalato la necessità di sottoporre queste sostanza a test e verifiche. In Israele è stato avviato un monitoraggio nazionale dopo alcuni casi gravi legati, in particolare all’uso di dimagranti di gran moda fra gli adolescenti, e non solo. “Abbiamo scoperto che all’interno di uno di questi prodotti era contenuto un anoressizzante, la sibutramina, ritirata dal commercio da tempo, che aveva provocato il blocco renale in un ragazzo di 15 anni. Il giovane, giunto in ospedale anche con alcuni problemi cardiaci, si è ora ripreso ma con quel prodotto aveva assunto, senza saperlo, una quantità di farmaco pari al doppio della dose massima che veniva prescritta con il medicinale ora vietato”. Ha spiegato Mati Berkovitch, presidente della Società israeliana di pediatria.

L’analisi di altri prodotti ha permesso di scoprire grandi presenze di alcol, fino al 20% del totale in alcuni integratori a base di erbe per le coliche dei lattanti. In alcuni sciroppi, ha anche aggiunto il medico, sono stati scoperti dei sedativi per la tosse farmacologici vietati fino ai 4 anni di età. Ma gli esperti si dicono anche preoccupati per le interazioni che alcune di queste erbe potrebbero avere sulla salute, in particolare su quella dei più piccoli. “Non sappiamo quasi nulla – ha concluso Berkovitch – su come alcune sostanze naturali possano amplificare o ridurre l’effetto dei farmaci che alcuni bambini debbono prendere”. Per questa ragione è stato avviato un monitoraggio nazionale per raccogliere dati su tutte le reazioni avverse registrate da medici e anche dai genitori. Per l’Italia il professor Achille Caputi, past president della Società italiana di farmacologia (Sif) ha confermato la preoccupazione israeliana portata all’attenzione dell’incontro medico internazionale. “Non c’è un sistema di segnalazione per gli integratori – ha detto Caputi – non esiste una banca dati. Si tratta di sostanze attive che non vengono sottoposte ai controlli obbligatori per tutti i farmaci. E preoccupa anche il fatto che si tratta di prodotti che possono interagire con i farmaci ma che vengono anche utilizzati da persone sane che nella maggior parte dei casi non ne hanno bisogno”.

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