Una notte in bianco si ripercuote sulla voce. Lo dice uno studio dell’universita’ di Melbourne

Una notte in bianco si ripercuote sulla voce. Lo dice uno studio dell’universita’ di Melbourne

Una notte passata in bianco a folleggiare? Non importa quanto caffe’ abbiate bevuto, sara’ la voce che vi tradira’. Esperti australiani di acustica hanno scoperto che il livello di affaticamento si puo’ misurare attraverso la voce delle persone. Lo studio dell’universita’ di Melbourne, pubblicato sul Journal of the Acoustical Society of America, dimostra che la parlata ‘si appiattisce’ se la persona e’ rimasta sveglia per 24 ore.

Man mano che la fatica progredisce, scrive il prof. Adam Vogel del dipartimento di otorinolaringologia dell’ateneo, la persona mantiene meno controllo dei muscoli che producono la parlata, la quale rallenta, mentre aumentano le variazioni di frequenza sonora e il tono diminuisce. La voce perde di ‘personalita”, si appiattisce.

Analizzando la parlata e paragonando i cambiamenti con quella normale, gli specialisti potranno misurare la fatica accumulata e prendere decisioni obiettive sull’abilita’ della persona di funzionare sul lavoro.”E’ un metodo non invasivo che puo’ essere applicato a molte industrie, dalle miniere all’aviazione”, aggiunge Vogel. Come parte del progetto, i ricercatori hanno registrato campioni di voce di 18 volontari sani, di eta’ fra 18 e 27 anni.

Ogni due ore, in un arco di 24 ore, ai volontari veniva chiesto di leggere, di contare fino a 20 e di parlare liberamente per un minuto. Veniva inoltre chiesto loro di sostenere le vocali, in modo misurare la frequenza sonora della voce.

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