Fermata dal ministero della salute la deroga per la quantità di arsenico nell’acqua

Fermata dal ministero della salute la deroga per la quantità di arsenico nell’acqua

Il ministero della Salute ferma la deroga per la quantita’ di arsenico contenuto nelle acque destinate al consumo, dopo il parere negativo parziale di ieri della Comunita’ europea al terzo rinvio chiesto dall’Italia. Lo ha annunciato il ministro Ferruccio Fazio, a margine del V ‘Forum Risk Management in Sanita” ad Arezzo, precisando che alle Regioni e’ stata inviata una comunicazione con cui si abolisce l’estensione del limite di concentrazione di arsenico massima consentita a 50 microgrammi per litro. Secondo il ministro ”ora sara’ necessario” mettere a punto ”un piano con le Regioni”, dal momento che la soglia autorizzata dall’Ue per le deroghe e’ di 20 microgrammi (la direttiva Ue del 1998 fissa il limite a 10). Il rischio dell’acqua all’arsenico riguarda i rubinetti di 128 comuni italiani (su circa 8.100), 91 dei quali nel solo Lazio (dove in un comune del Viterbese, a Vitorchiano, si e’ gia’ deciso di chiudere i rubinetti), secondo l’allarme lanciato da Angelo Bonelli, presidente dei Verdi. In un’interrogazione rivolta alla governatrice della Regione Renata Polverini, Bonelli ha detto che ”in tutto sono 91 i comuni colpiti dall’emergenza, e 700.000 abitanti coinvolti”: tra le amministrazioni interessate da una concentrazione di arsenico oltre i 10 microgrammi per litro ci sarebbero anche ”Castel Gandolfo, Lanuvio, Ariccia, Genzano, Cisterna, Ardea, Anzio e Nettuno”. L’Sos di Bonelli punta pero’ i riflettori soprattutto su Velletri dove ”la situazione e’ particolarmente grave”: secondo il sindaco Fausto Servadio ”in citta’ c’e’ allarme perche’ non c’e’ conoscenza del problema” ma ”giovedi’ e’ previsto un incontro con tutti i comuni e i soggetti interessati” per ”stabilire un percorso unitario. Non e’ escluso che proibiremo l’uso dell’acqua potabile”. In citta’ in 2 pozzi su 14 il livello di arsenico supera i 20 microgrammi. Ma anche in provincia di Viterbo la situazione e’ grave e la maggior parte delle 60 amministrazioni comunali del viterbese potrebbero seguire la decisione di Vitorchiano, dichiarando ”l’acqua non potabile”. In Trentino Alto-Adige, invece, sono quattro gli acquedotti sotto esame per la possibile concentrazione di arsenico. In particolare, per ora lo stop della deroga coinvolge poco piu’ di 27.000 cittadini suddivisi tra l’acquedotto Laste-Cantanghel, Canal San Bovo, Fierozzo, e Frassilongo dove l’arsenico raggiunge i 40 microgrammi per litro. L’assessore provinciale all’ambiente di Trento, Michl Laimer, tranquillizza dicendo che gli acquedotti problematici in sei comuni sono stati risanati (Lana, Valle di Casies, Laion, Vadena, Solda e Luson).

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