Medici di famiglia,pediatri e farmacie accontentano gli italiani

Medici di famiglia,pediatri e farmacie accontentano gli italiani

Farmacie, medici di famiglia e pediatri ‘promossi’ da piu’ di 9 italiani su 10. E una generale soddisfazione dei cittadini nei confronti dell’offerta sanitaria di base, anche se restano delle criticita’, a partire dalle liste di attesa e dalle differenze territoriali. E’ il quadro tracciato dal Censis con la ricerca ‘Cittadini e salute.

La soddisfazione degli italiani per la sanita”’, inserita nel quinto volume dei ‘Quaderni del ministero della Salute’, presentati questa mattina e dedicati alla valutazione delle aspettative e delle valutazioni del cittadino-utente del servizio sanitario pubblico. ”Nella maggior parte dei casi – ha dichiarato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio – e’ emersa una valutazione positiva da parte dei cittadini, il sistema dell’offerta sanitaria italiana si dimostra capace di rispondere ampiamente alle loro aspettative”.

Le farmacie raccolgono il massimo del consenso degli italiani tra i servizi sanitari (il 62% le valuta di buona qualita’ e il 35% sufficienti, in totale il 97% di giudizi positivi”) in particolare ”per la presenza capillare sul territorio – spiega Katy Vaccaro, responsabile Welfare della fondazione Censis – e per l’accessibilita’ e gli orari di apertura”. Quasi la stessa percentuale di soddisfazione che i cittadini hanno verso i medici di medicina generale (il 92%) che continuano ad essere ”un elemento cardine del sistema di offerta e un referente cui i cittadini si rivolgono con fiducia”. Il 20% degli intervistati (un campione di cira 1.200 persone) lamenta pero’ le difficolta’ per ottenere visite domiciliari e 16 su 100 criticano gli orari di apertura degli ambulatori.

Positive anche le valutazioni sui pediatri di libera scelta (promossi dal 90% degli intervistati), anche se gli utenti indicano con ancora piu’ forza (il 26%) il problema delle visite a domicilio e degli orari. Seguono laboratori di analisi pubblici (84%), ambulatori e consultori pubblici (84%), ospedali e pronto soccorso (81%), strutture di riabilitazione pubbliche (73%), assistenza domiciliare (72%). Relativamente al territorio il sistema di offerta appare ancora disomogeneo a svantaggio delle Regioni del Sud, soprattutto con riferimento a ospedali e Pronto soccorso (in questo caso il giudizio negativo supera il 26% contro una media nazionale del 19%), assistenza domiciliare (scarsa per il 34% a fronte del 28% registrato a livello nazionale) e strutture di riabilitazione (34% contro 27%).

Su tempi di attesa e disponibilita’ dei medici di medicina generale, ha ricordato Giovanni Simonetti, sta gia’ cercando di dare delle risposte, con l’accordo ‘taglia-liste d’attesa’ da poco siglato con le Regioni, e con il progetto di medicina ‘h24’, promosso dal Piano sanitario nazionale del 2009.

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