Malissa Jones, ex obesa, rischia la vita per anoressia

Malissa Jones, ex obesa, rischia la vita per anoressia

LONDRA – Era la teenager più grassa della Gran Bretagna, ma oggi rischia la vita per anoressia.

Una storia drammatica quella di Malissa Jones, 21 anni, che durante l’adolescenza aveva raggiunto il poco invidiabile record grazie ai suoi 215 chili di peso.

La sua malsana dieta da 15 mila calorie al giorno (contro le 2 mila raccomandate per una ragazza della sua età) l’aveva fatta ingrassare a dismisura, tanto che i medici l’avevano avvisata che se non avesse perso oltre cento chili, avrebbe rischiato la morte.

Spaventata da quell’eventualità, tre anni fa Malissa decise di sottoporsi a un intervento da 10 mila sterline per inserire un by pass gastrico, non immaginando che l’operazione l’avrebbe fatta precipitare in un incubo ancora peggiore.

Nel giro di un anno, la ragazza perse più della metà dei chili di troppo, ma solo perché non riusciva più a digerire pane, carne ed altri cibi solidi.

Poco dopo rimase incinta, ma il piccolo, nato prematuro con un cesareo, morì quasi subito perché l’ex teenager obesa mangiava troppo poco e questo aveva causato problemi di malnutrizione al piccolo.

Anche la salute della ragazza, del resto, è sempre più precaria, tanto che i medici l’hanno informata che se non aumenterà il suo apporto calorico (oggi pari a solo 300 calorie) morirà entro sei mesi.

Malissa, però, ha perso qualsiasi interesse per il cibo che, racconta, «la fa sentire male».

«Devo forzarmi per mangiare» spiega, precisando di ingerire solo tre carote bollite, due porzioni di radici di pastinaca e una patata arrosto al giorno.

Una dieta poverissima, che la costringe a restare a letto tutto il giorno. Malissa, infatti, è troppo debole per fare qualunque altra cosa e, per di più, si vergogna terribilmente per il suo aspetto fisico.

Il dimagrimento accelerato, infatti, le ha lasciato in eredità sacche di pelle vuote, che penzolano dal suo addome e dai suoi fianchi scheletrici.

«Voglio che la gente veda lo stesso come sono ridotta – dichiara però con coraggio – perché capisca che la chirurgia gastrica non è una soluzione all’obesità».

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