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Un milione di italiani soffre di bipolarismo. Ma l'85% non sa cosa sia

Il bipolarismo affligge tantissimi italiani: sono oltre un milione le persone che alternano stati di depressione a stati di “euforia” maniacale. Eppure il problema è spesso sottovalutato o mal diagnosticato: due pazienti su tre non hanno un’adeguata terapia, e arrivano alla diagnosi con 10 anni di ritardo.

«Passa troppo tempo – spiega Carlo Altamura, direttore della Clinica psichiatrica dell’Università degli Studi di Milano – tra l’esordio del disturbo bipolare e l’inizio delle cure. Con il rischio che pazienti non trattati, lasciati soli, peggiorino inesorabilmente, fino ad andare incontro al suicidio o alla dipendenza cronica da alcol o droghe».

Il rischio di suicidio in questi pazienti si stima sia venti volte superiore rispetto alla popolazione generale. Inoltre, secondo un sondaggio Eurisko, l’85% degli italiani non ha mai sentito parlare di questa condizione. Eppure, quasi la metà della popolazione (45%) crede che avrebbe difficoltà a lavorare con un bipolare, mentre uno su tre (31%) pensa che non riuscirebbe a diventarne amico.

Da alcune settimane è disponibile anche in Italia un farmaco a base di quetiapina per la depressione bipolare che, secondo gli esperti, «riduce il rischio di viraggio verso la fase maniacale».

«L’uso tempestivo di un antipsicotico atipico come questo – conclude Altamura – permette, insieme al monitoraggio del paziente nel tempo, di ridurre anche la cronicità» della malattia.

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