In Italia è boom di parti gemellari, +50% negli ultimi 20 anni

In Italia è boom di parti gemellari, +50% negli ultimi 20 anni

Ogni cento parti in Italia tre sono gemellari, monozigoti (praticamente identici) o dizigoti (come due fratelli) ma sempre gemelli. E il fenomeno è in continua crescita nel Paese, praticamente raddoppiato dal 1891 al 2003, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, diffusi in occasione di un incontro tra cento coppie di gemelli e le loro famiglie, organizzato con l’Unità di Neonatologia, Patologie e Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Umberto I di Roma, presso il Museo dei Bambini Explora di Roma.

Le cause dell’aumento dei parti gemellari, secondo Maria Antonietta Stazi, responsabile del Registro Nazionale dei gemelli, sono da ricondurre a due fattori: l’aumento dell’età materna al parto, con un picco tra i 35 e i 39 anni e il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita. In particolare, le gravidanza gemellari da fecondazione assistita, sono circa il 14-20% del totale.

“I gemelli rappresentano una grande gioia per le famiglie – ha aggiunto Mario De Curtis, direttore dell’Unità di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Umberto I di Roma – ma questo tipo di gravidanze spesso comporta delle complicanze, perché terminano a 36 settimane e il peso dei neonati alla nascita, invece dei 3200 g, come nelle gravidanze singole, è di 2400 g per i gemelli e di 1600 g per i nati da parto trigemino”.

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