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HIV, l'ultima speranza delle donne africane: un anello vaginale per impedire la trasmissione del virus

Donne africane

Ogni giorno circa 3.000 donne nel mondo contraggono il virus dell’HIV, che solo in Africa rappresenta la causa principale dei decessi delle donne tra i 15 e i 49 anni. Per contrastare questo devastante problema l’Ipm – International partnership for microbicides – ha ideato nuovo fattore di prevenzione contro il rischio di contagio. E’ un anello vaginale di silicone, ancora in fase di sperimentazione, che rilascia 25 mg della molecola microbicida vaginale dapivirine durante 28 giorni, che potrebbe proteggere le donne dal contagio del virus durante i rapporti sessuali.

L’Ipm intende sperimentare l’anello vaginale su 280 volontarie in Africa tra i 18 e i 40 anni, sieronegative e sessualmente attive: per tre mesi testeranno l’anello che sarà sostituito mensilmente. Oltre all’efficacia contro il virus, gli studiosi misureranno anche l’accettabilità dello strumento e la capacità delle donne di procedere ad un utilizzo corretto effettuando la sostituzione mensile in autonomia. Alle volontarie saranno anche distribuiti dei preservativi e dati consigli su come proteggersi dal contagio durante i rapporti sessuali. Alcuni test sono già stati effettuati in Europa e se la sperimentazione in Africa otterrà i risultati sperati entro il prossimo anno, l’anello vaginale potrebbe essere in commercio già nel 2015. Secondo l’Ipm “gli anelli vaginali offrono straordinarie prospettive perché rappresentano un discreto ed efficace strumento per la protezione dall’Aids”.

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