GLI OMEGA-3 'METTONO IL BUON UMORE', SONO ANTIDEPRESSIVI

GLI OMEGA-3 'METTONO IL BUON UMORE', SONO ANTIDEPRESSIVI

La depressione si cura anche a tavola, forse, ma non mangiando cioccolato o altri ”beni di conforto’, bensi’ il pesce ricco di grassi omega-3 (salmone e tonno). A patto di non avere disturbi d’ansia. Lo conferma una ricerca pubblicata sul Journal of Clinical Psychiatry secondo cui i supplementi di omega-3 riducono i sintomi della depressione. Lo studio e’ stato condotto da Francois Lesperance, dell’Universita’ di Montreal ed e’ il piu’ vasto mai realizzato finora sull’argomento.

Non e’ la prima volta, infatti, che gli Omega-3 risultano papabili contro la depressione. Sono tanti i cibi ‘buoni’ per il cervello: una ricerca condotta all’universita’ di Los Angeles, ha dimostrato per esempio che salmone, noci e kiwi, (grazie ai grassi omega-3), migliorano apprendimento e memoria e contrastano i disturbi dell’umore. L’acido folico presente in verdure a foglia verde, succo d’arancia, legumi, cereali, lievito e fegato, previene le demenze negli anziani. La vitamina E di oli vegetali, noccioline, asparagi, avocado, spinaci, insalata, aiuta invece la memoria.

E la curcuma, spezia per fare il curry, sembra proteggere il cervello dall’Alzheimer; gli antiossidanti flavonoidi di cacao, te’ verde e vino rosso potrebbero favorire le capacita’ cognitive. Non e’ finita, fegato, tuorlo d’uovo, pollo, vitello, tacchino contengono una sostanza, la colina, che aiuta la formazione della guaina isolante che avvolge le fibre nervose (la mielina)

. Infine funghi, latte e cereali riducono il declino cognitivo negli anziani. Gli esperti hanno testato contro placebo l’effetto di due grassi omega-3, l’acido eicosapentaenoico (EPA) e l’acido docosaesaenoico (DHA), in capsule (1050 milligrammi al giorno di EPA e 150 mg al giorno di DHA) su 432 pazienti con depressione in alcuni unita a disturbi d’ansia. In otto settimane, indipendentemente dal fatto se prendessero antidepresivi o meno, gli omega-3 hanno ridotto la depressione, ma solo sui pazienti senza disturbi d’ansia.

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