Salute

Fertilità addio: la menopausa arriva a 51 anni

ROMA – Per le italiane l’addio alla fertilità arriva in media a 51 anni. Un traguardo che per 6 su 10 significa fare i conti con i classici sintomi della menopausa, dalle vampate di calore alla secchezza vaginale. Sono dati del Progetto Menopausa Italia – vasto studio epidemiologico nazionale che ha coinvolto oltre 250 centri specializzati e 40 mila donne – diffusi oggi durante un incontro a Milano, in vista del Congresso mondiale sulla menopausa che si terrà in giugno a Roma. Le donne, spiegano gli esperti, tendono ad accogliere questa situazione di malessere, estremamente soggettiva, con fatalismo. E sono restie a parlarne con il medico. Tanto che l’impatto dei sintomi della menopausa sulla popolazione femminile risulta sottostimato.

«Oggi l’approccio alla menopausa è sempre più personalizzato, adeguato alla singola paziente e volto non soltanto a una terapia sintomatica ma soprattutto di prevenzione. Questo è il messaggio principale del prossimo Congresso mondiale sulla menopausa, organizzato dalla International Menopause Society», spiega Andrea Ganazzani, direttore della Clinica ostetrica e ginecologica dell’università degli Studi di Pisa e presidente del Congresso. La menopausa «arriva troppo presto per le donne di oggi – osserva Irene Cetin, direttore della Clinica ostetrica e ginecologica dell’ospedale Luigi Sacco, università degli Studi di Milano – quando sono ancora giovani e attive sia dal punto di vista sociale che sessuale. Ed è quindi un evento inatteso per il gap tra la percezione di sè che ha la donna e i cambiamenti in corso».

La terapia ormonale sostitutiva, spiegano gli esperti, “ha mostrato di essere efficace nel controllare la sintomatologia pre e post-menopausa, ma donne trattate per via orale con questi ormoni sostitutivi hanno accusato nel tempo una maggiore predisposizione a sviluppare tumori al seno o all’utero e una maggiore incidenza di patologie vascolari. Negli ultimi anni hanno avuto un certo sviluppo terapie a base di fitoestrogeni-ormoni vegetali che, a fronte di una maggiore tollerabilità, non hanno dimostrato di possedere questa estrema efficacia clinica”.

Gli scienziati hanno così cominciato a concentrare gli sforzi per mettere a punto terapie ormonali topiche, ed è in questo filone, concludono gli specialisti, che si inserisce anche “un farmaco a base di estriolo che usa 10 volte meno farmaco e promette di ottenere lo stesso profilo di efficacia”. La nuova terapia – un farmaco topico per l’applicazione ‘in loco’ – sarà presentata ufficialmente in diverse relazioni del Congresso di Roma.

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