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Febbre del Nilo: dal 2008 accertati in Italia 48 casi

CERNOBBIO (COMO) – La sua prima comparsa in Italia il virus della Febbre del Nilo occidentale (West Nile Disease) l’ha fatta nel 2008, ma sui cavalli. Dal 2008 invece ha iniziato a colpire l’uomo, portando in ospedale fino a oggi 48 persone complessivamente e per il futuro sembra profilarsi il pericolo di un ceppo virale greco molto patogeno. A presentare i dati è stata Rossella Lelli, responsabile del Centro studi malattie esotiche dell’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo al forum sulla ricerca sanitaria a Cernobbio.

Questa patologia viene veicolata dalla zanzara, tigre e non, che a sua volta la prende da uccelli infetti, tipicamente quelli che emigrano dall’Africa. ”Gli unici animali a manifestare dei sintomi – spiega Lelli – sono, oltre gli uccelli, l’uomo e il cavallo, o con una forma simile all’influenza o neurologica. Fino al 1998 era assente dal nostro Paese”. Poi si è iniziato con un focolaio in 4 province della Toscana solo nei cavalli, fino ad arrivare al 2008, quando l’uomo è stato colpito per la prima volta in Italia.

”Le regioni colpite – ricorda – sono state Emilia Romagna, Lombardia e Veneto con 9 casi. Negli anni successivi il virus si e’ ripresentato, sempre nelle stesse regioni, ma allargandosi anche ad altre, come Lazio, Molise, Puglia, Sicilia, Calabria, Basilicata e Sardegna”. In particolare nel 2009 sono stati 18 i casi di persone ospedalizzate per Wnd, 6 nel 2010 e 15 nel 2011, di cui 3 morte. ”Visto l’andamento della malattia – aggiunge Lelli – crediamo che il virus rimanga in quei territori per poi ripartire l’anno successivo, aumentando la sua diffusione. Sta diventando in sostanza endemico”. Tra l’altro nel 2011 il virus è comparso per la prima volta in Grecia con un ceppo particolarmente patogeno, ”che ha colpito 101 persone, uccidendone 7 – conclude – E ad Ancona quest’anno abbiamo isolato in un uomo un ceppo virale molto piu’ simile a quello greco che agli altri italiani”.

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