Donne: ricorso a parto "cesareo" a livelli allarmanti in Italia

Donne: ricorso a parto "cesareo" a livelli allarmanti in Italia

In Italia il ricorso alla pratica del parto con taglio cesareo «ha raggiunto livelli allarmanti, sia per il numero di interventi effettuati, ben al di sopra della proporzione registrata negli altri paesi europei e della soglia indicata come ottimale nel 1985 dall’Organizzazione mondiale della sanità, sia per la variabilità rilevata tra le diverse regioni e aziende sanitarie».

A puntare i riflettori sul fenomeno è il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Enrico Garaci, nella presentazione al volume delle ‘Linee guida sul taglio cesareo: una scelta appropriata e consapevolè. Questa variabilità, in particolare, avverte Garaci, «sembra essere un indizio importante di comportamenti clinico-assistenziali non appropriati, in assenza di prove scientifiche che associno il maggiore ricorso alla chirurgia a una diversa distribuzione dei fattori di rischio materno-fetali».

Tuttavia, precisa il presidente Iss, «siamo consapevoli che per governare la complessità del fenomeno non bastano delle raccomandazioni, seppure suffragate dalle migliori prove disponibili» ma «si richiede, piuttosto, un riorientamento complessivo del sistema, un approccio integrato in cui le misure di programmazione sanitaria, a livello nazionale e regionale, sappiano coniugarsi con l’implementazione di iniziative di educazione e di protocolli clinico-organizzativi a livello locale».

Questo, conclude Garaci, «nella consapevolezza che su questa capacità di agire come sistema si deciderà, in larga misura, il futuro della sanità pubblica in Italia».

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