Un fogliettino “rosa” per i farmaci delle donne

Un fogliettino “rosa” per i farmaci delle donne

ROMA – Si ammalano di più, consumano più farmaci degli uomini e sono più soggette alle reazioni avverse. Ma, paradossalmente, le donne italiane sono meno tutelate. Nel nostro paese infatti la medicina di Genere, ovvero il modo in cui l’appartenenza al genere maschile e femminile condiziona lo sviluppo e l’impatto delle malattie e le risposte alle terapie, è ancora scarsamente applicata. E’ quanto è emerso nel corso del Simposio “La salute della differenza”, promosso dal Gruppo italiano salute e genere insieme a Novartis, nel corso del quale è stata lanciata la proposta di introdurre dei foglietti illustrativi rosa per meglio illustrare gli effetti collaterali che colpiscono le donne.

D’altronde i dati parlano chiaro: le donne consumano più farmaci degli uomini e sono colpite con maggiore frequenza (da 1,5 a 1,7 volte) e in maniera più pesante dagli effetti collaterali dei farmaci. Ma ancora oggi la diversa risposta della popolazione femminile alle terapie non è adeguatamente rispecchiata nei foglietti illustrativi. Inoltre le donne si ammalano di piu’. Secondo recenti dati Istat l’8,3% denuncia un cattivo stato di salute contro il 5,3% degli uomini.

“Il problema delle diseguaglianze della salute femminile non è una moda ma un problema reale e va molto al di là delle patologie classicamente femminili”, spiega Stefano Vella, direttore dipartimento del farmaco dell’Iss, sottolineando che “molte malattie (reumatiche, auto immunitarie e psichiatriche) colpiscono di più la donna oppure si manifestano e hanno un decorso diverso rispetto alle stesse malattie nell’uomo (come quelle cardiovascolari)”.

Non a caso sono proprio gli operatori sanitari, secondo una ricerca presentata nel corso del Simposio, a essere convinti che la Medicina di Genere rappresenti un’opportunità. In tal senso le percentuali più alte di conoscenza si registrano tra i direttori generali e sanitari (86%), tra i farmacisti (80%) e tra gli specialisti oncologi (77%) e i neurologi (75%). “Ma in Italia ci vorranno ancora molti anni prima di realizzare un vero cambiamento”, precisa Flavia Franconi, presidente GISeG, che ricorda come il nostro Paese “si trovi al 74 posto come sensibilità di genere”.

Nel frattempo l’azienda Novartis ha intrapreso il primo studio osservazionale italiano di Medicina di Genere (‘gender attention’) con l’obiettivo di valutare l’influenza del genere sulla differente incidenza di effetti collaterali in persone affette da psoriasi. I primi risultati dello studio, che coinvolge 52 ambulatori di dermatologia convenzionati con il Ssn, arriveranno nel II semestre del 2013.

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