Nelle cellule staminali il segreto per le cure future

Nelle cellule staminali il segreto per le cure future

Sarebbero migliaia le donne che avrebbero gia’ deciso di conservare una minima parte del liquido amniotico (pochi millilitri) per garantire al proprio bambino un patrimonio biologico di cui disporre, in futuro, per applicazioni terapeutiche nella medicina rigenerativa e nella terapia cellulare. E’ il dato fornito dal centro che in Italia offre il servizio a pagamento da tre anni in Italia.

Conservare le cellule per 19 anni costa quasi mille euro. Questo metodo permetterebbe di curare, qualora ce ne fosse il bisogno, oltre i propri figli anche se’ stessi e gli altri membri della famiglia, al contrario del cordone ombelicale ”che va donato si’, ma per gli altri”, precisano gli esperti. Come spiega Giuseppe Simoni, direttore scientifico del Biocell Center di Busto Arsizio (Va), ”nel liquido amniotico sono presenti cellule staminali mesenchimali pluripotenti con un’elevatissima capacita’ di differenziazione”, in grado cioe’ di replicarsi in molte linee cellulari, quali quelle del tessuto osseo, muscolare, nervoso, cartilagineo o del sangue.

Ad oggi sono 160 le applicazioni cliniche sull’uomo in fase di approvazione. Per farlo ”basta prelevare i primi 3 ml di liquido amniotico durante l’amniocentesi – aggiunge Claudio Giorlandino, segretario generale della Societa’ italiana di diagnosi prenatale e medicina materno fetale -, una tecnica ormai sicura per la diagnosi pre-natale”. A rivolgersi al servizio, attivo da qualche anno, finora sono state donne di tutte le fasce d’eta’, al primo posto quelle che presentavano problemi in famiglia, seguite dalle piu’ informate o dalle donne piu’ sensibili al problema. ”Nonostante in Italia nascano meno bambini rispetto al passato, circa 650mila l’anno, – rileva Giorlandino – tra gli italiani sta aumentando la consapevolezza di avere un figlio e di vedere da subito come sta.

Quando l’amniocentesi viene eseguita con attenzione abbinata a terapia antibiotica – sottolinea l’esperto – il rischio di aborto e’ addirittura minore rispetto a quello delle donne che non si sottopongono all’esame”. ”Le cellule del liquido amniotico – aggiunge Simoni – sono adatte alla creazione di tessuti da utilizzare per sostituire parti del corpo danneggiate o non funzionanti, come nel caso di gravi ustioni e fratture”.

Il servizio di conservazione delle staminali presenti nel liquido amniotico e’ a pagamento (980 euro per 19 anni). Per conoscerlo ci si puo’ rivolgere al proprio medico o direttamente al centro, che fornira’ un apposito kit per la raccolta del campione biologico. Questo verra’ poi rispedito e conservato nell’apposita banca del centro.

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