Cancro al seno: il Tamoxifene adesso è a pagamento

ROMA – Molte donne operate di cancro al seno, titolari di esenzione per malati oncologici, in alcune Regioni devono pagare il ticket per il Tamoxifene, un farmaco indispensabile che prima ricevevano gratuitamente. Il caso è stato sollevato in Lombardia da Raffaella Malchiodi, che a soli 33 anni, dopo una mastectomia, è titolare del codice di esenzione 048 per i pazienti oncologici. La denuncia arriva dall’Associazione Dossetti proprio mentre al Quirinale si celebra la cerimonia per la Giornata Nazionale per la Ricerca sul Cancro.

Una giornata segnata dalle preoccupazioni per la situazione politica ed economica e i convulsi incontri che hanno portato il presidente Giorgio Napolitano subito dopo la cerimonia a incontrare Mario Monti. “Fino a settembre – racconta – per il Tamoxifene, terapia ormonale che devo seguire per cinque anni, non pagavo nulla ma giorni fa medico e farmacista mi hanno detto che non è più così. Ho contattato altre donne che hanno avuto il cancro al seno e ho scoperto che la situazione è comune in altre Regioni: in alcuni casi il Tamoxifene è gratuito, in altri si paga il ticket (generalmente tra 3 e 5 euro a scatola) sul farmaco specifico solo se c’é l’alternativa di un generico, in altri si paga anche l’equivalente, come nel Lazio”.

”La cosa grave nel Lazio – dice Roberta Pavan, direttore dell’Area del Farmaco della Asl Roma E – è’ che questo avviene perché la Regione paga fino ad un certo punto. In altre Regioni un farmaco non si paga o si paga meno perché la Regione paga di più”. Inoltre, aggiunge Pavan, “sebbene io sia d’accordo sui generici, nel caso di pazienti come quelli oncologici, bisogna andarci cauti”. Ma arriva un messaggio di cautela: la copertura terapeutica è buona, ha spiegato Carmelo Iacono, nuovo presidente della Fondazione Aiom, associazione che pero’ appena pochi giorni fa ha confermato le difficoltà di budget dei reparti oncologici dove vengono utilizzati sofisticati e costosissimi farmaci.

E il tema economico è stato affrontato anche dal ministro della Salute Ferruccio Fazio che ha parlato di ”cronica scarsità di fondi pubblici per la ricerca del nostro Paese” e di necessità di migliorare le sinergie che arrivano da realtà private come appunto l’Airc. ”Il percorso della ricerca – ha detto Fazio – non è facile nel contesto di una grave crisi economica, ma la dedizione dei ricercatori italiani e il sostegno dell’Airc fanno sì che il nostro paese continui a dare contributi di particolare rilievo internazionale alla ricerca sul cancro”.

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