Categorie
Salute

In Italia ogni anno muoiono 50 bambini per ingestione di oggetti

Nonostante il benessere e la maggiore cultura delle famiglie sono “ancora troppi i bambini che muoiono per l’inalazione o l’ingestione di corpi estranei e sostanze velenose. In Italia ogni anno si registra il decesso di 50 bambini per l’inalazione di questi oggetti, che si fermano nella laringe o nella trachea”.

A spiegarlo è Antonino Reale, responsabile dell’Unità Operativa di Pediatria dell’Emergenza dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, dopo il caso della bambina morta a Genova per aver ingerito una batteria. “Le batterie a bottone possono essere molto pericolose – spiega Reale – soprattutto quelle cinesi che si possono rompere. Se arrivano nello stomaco infatti possono o liberare sostanze caustiche bruciando la mucosa gastrica o spezzarsi in più parti, provocando delle folgorazioni locali nello stomaco”.

Il messaggio forte e chiaro che deve arrivare ai genitori, continua il medico, “é di vigilare sui bambini mentre giocano, comprare loro pochi giocattoli e con marchio Ce, quello della Comunità Europea. Quelli cinesi li riescono a smontare subito in tante parti. Per legge i bambini sotto i 36 mesi devono usare giochi più grandi di 31,7 millimetri, come una pallina da ping pong”.

Tra uno e tre anni, gli incidenti più frequenti, oltre ai traumi e le fratture che si possono verificare magari “cadendo da un letto a castello, dalla bicletta o dallo scivolo – continua Reale – sono senz’altro le inalazioni e le ingestioni di farmaci, di veleni e sostanze tossiche. Non mancano incidenti con sostanze caustiche come quelle contenute dei detersivi, che vanno tenuti chiusi a chiave o fuori dalla portata dei bambini, perché o possono ucciderlo o provocare lesioni permanenti”.

Non mancano poi quelli che si infilano oggetti nelle orecchie e nelle narici o chi gioca con le corde, “che possono essere pericolose. Non sono mancati casi di bimbi che si sono impiccati con la corda delle tende”. Rischiosi possono essere anche laser e freccette. “I genitori dovrebbero sempre avere dietro con loro – conclude Reale – il numero del centro anti-veleni più vicino. Nel caso scoprano o abbiano il sospetto che il proprio figlio abbia ingerito una sostanza velenosa, chiamino subito il 118 per i casi più gravi o vadano al pronto soccorso”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.