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Antibiotici, gli italiani ne fanno abuso ma non sanno a cosa servono

Gli italiani sono i maggiori consumatori europei di antibiotici. Lo dice uno studio dell’Eurobarometro che analizza il problema dell’abuso di questo tipo di farmaci. Se il 40% degli europei intervistati ha dichiarato di averne assunti almeno una volta nell’ultimo anno, in Italia la percentuale è del 57%, la più alta fra i 27 Stati dell’Unione europea.

Sopra la media anche Spagna (53%), Romania (51%), Irlanda (45%), Francia e Inghilterra (42%). I “minori” consumatori sono invece gli svedesi (22%), ma anche i tedeschi sono sotto la media (28%) così come tutti i nordici; consumi moderati anche per greci (34%) e portoghesi (33%).

«Gli antibiotici hanno rivoluzionato la medicina permettendo di combattere le infezioni batteriche e di salvare vite – ha commentato il commissario europeo per la salute e la politica dei consumatori John Dalli – ma l’abuso che se n’è fatto ha provocato l’apparizione di organismi in grado di resistere al loro attacco». In altre parole, «un uso inadeguato degli antibiotici nuoce alla loro efficacia a lungo termine», per questo l’Unione europea punta alla prevenzione dei rischi attraverso controlli, formazione e campagne di sensibilizzazione.

Dalla ricerca emerge anche un altro dato. Gli italiani sono decisamente poco informati sulla funzione degli antibiotici: solo il 20% dei cittadini Ue ha risposto esattamente alle 4 domande specifiche e la percentuale scende al 14% per gli italiani. I più informati sono i finlandesi, con il 44%. In particolare, il 53% degli europei e il 62% degli italiani è  convinto che gli antibiotici servano a uccidere i virus, e li utilizzano quindi anche in caso di raffreddore o influenza quando invece sono inutili.

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