Aborto, Spagna: ospedali affollati? La Ru486 verrà somministrata a domicilio

Aborto, Spagna: ospedali affollati? La Ru486 verrà somministrata a domicilio

Per evitare il collasso degli ospedali, con l’entrata in vigore della riforma dell’aborto il prossimo 5 luglio, l’assessorato alla Sanità della Catalogna promuoverà l’interruzione volontaria di gravidanza a domicilio, con la pillola RU-486, entro la settima settimana di gestazione.

La nuova legge di Salute sessuale e riproduttiva, che legalizza l’aborto entro la 14esima settimana di gestazione, prevede infatti per la prima volta che le interruzioni volontarie di gravidanza, finora realizzate nel 98% dei casi in cliniche private, siano garantite nelle strutture pubbliche alla pari delle altre prestazioni sanitarie.

Questo significa che, stando alle stime dell’assessorato alla Sanità citate oggi da El Periodico de Catalunya, nella sola Catalogna si aggiungeranno oltre 26.000 interventi ginecologici l’anno a quelli che si praticano attualmente. Di fronte a una pressione della domanda che le strutture pubbliche catalane non sono in grado di fronteggiare, l’assessorato alla Salute ha previsto di offrire la pillola RU486 alle donne che decidano di interrompere la gravidanza entro la settima settimana di gestazione, il che consentirebbe di abbattere del 50% la domanda di interventi ginecologici.

La RU-486, secondo le fonti, sarà distribuita nei 42 centri di assistenza sessuale e riproduttiva esistenti nella regione, ai quali si accede attraverso il medico di base.

In Italia la pillola RU-486 è stata approvata dal ministero della Salute e dall’Agenzia del Farmaco, ma nonostante questo alcune Regioni hanno osteggiato l’arrivo della pillola abortiva negli ospedali. Solo qualche mese il presidente leghista del Piemonte, Roberto Cota, aveva annunciato di non volerla nelle strutture sanitarie pubbliche, salvo poi fare dietro front e arrendersi alla normativa nazionale.

La pillola Ru-486 viene somministrata alle donne solo negli ospedali pubblici e solo in regime di ricovero ospedaliero. Mesi fa era stata bocciata la richiesta dell’opposizione di garantirne la somministrazione anche in regime di day hospital: il ministro del Welfare Sacconi aveva infatti spiegato che anche la pillola deve adattarsi a quanto previsto dalla legge 194 sull’interruzione di gravidanza: quindi deve essere somministrata in ospedale e con ricovero di 3 giorni.

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