Abbuffate notturne, il vero attentato alla linea

Se con l’arrivo del Natale e dell’aria di festa l’idea di una bilancia dopo i pasti di fine dicembre fa tremare, c’è un pensiero che dovrebbe incutere molto più timore, nonostante non conosca stagionalità e sia molto meno trattato: sono le abbuffate notturne.

Il vero pericolo per la linea, infatti, oltre alla qualità e alla quantità dei cibi è anche data dall’ora in cui vengono mangiati.  Le calorie, infatti, vengono assorbite in modo diverso in base all’ora del giorno in cui vengono assunte.

Secondo uno studio della Northwestern University dell’Illinois la stessa quantità di cibo fa aumentare molto più di peso se assunta durante la notte, o anche solo in tarda sera.

Ma le abbuffate notturne in certi casi sono un vero e proprio disturbi alimentare, la sindrome dell’alimentazione notturna, che consiste nella ricerca di alimenti appaganti durante il sonno.

Questo comportamento è una forma di disagio psicologico caratterizzato da un cambiamento nel ritmo circadiano del sonno.

La sindrome da alimentazione notturna include il consumo di un quarto o più dell’apporto calorico giornaliero di una persona concentrato dopo il pasto serale o nel bel mezzo della notte, almeno due volte alla settimana.

Una delle cause più frequenti di questo disturbo alimentare è lo stress. I principali sintomi di questo disturbo alimentare sono la mancanza di appetito al mattino, l’eccessiva alimentazione di sera e di notte, la difficoltà ad addormentarsi, e per questo la necessità di mangiare prima, frequenti risvegli notturni che portano a mangiare per poter riprendere sonno e le difficoltà a gestire le proprie emozioni.

Il problema è che di notte il metabolismo basale è molto lento, e il corpo tende ad accumulare tutto ciò che mangia.

 

 

 

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