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Famosi e bipolari: Zeta-Jones, Lovato, Charlie Sheen…

NEW YORK – Con le loro confessioni mediatiche hanno sdoganato agli occhi del grande pubblico una patologia grave e delicata come il disturbo bipolare, rendendola “socialmente accettabile” e incoraggiando, dunque, i “normali” pazienti a prenderne coscienza senza alcun imbarazzo o vergogna, proprio come dovrebbe essere.

Nelle ultime settimane, infatti, star del calibro di Catherine Zeta-Jones e Demi Lovato hanno ammesso di soffrire di questa malattia mentale, mentre persino Charlie Sheen, con l’atteggiamento sopra le righe che lo contraddistingue, ha organizzato una marcia per la “consapevolezza bipolare”, indossando l’ironica ed ambigua scritta “Non sono bipolare”.

Analizzando le esternazioni delle star, la scrittrice e blogger americana Meggy Wang (che soffre dello stesso disturbo da anni) ha tracciato su Jezebel tre profili a cui ricondurre il comportamento di questi celebri pazienti: la “Ragazza dal cuore d’oro”, la “Teen-ager travagliata ma trionfante” e la (simpatica?) “Canaglia”.

Della prima categoria fa parte la Zeta-Jones, dipinta come “stoica” persino dal marito malato di cancro Michael Douglas, che ha parlato del suo coraggio nello stargli accanto nonostante il suo disturbo di fronte all’immensa platea di Oprah Winfrey, regina dei salotti televisivi americani. Catherine, infatti, ha dichiarato di aver fatto “outing” nella speranza di incoraggiare altre persone affette dalla stessa patologia a cercare aiuto, ritagliandosi così il nobile ruolo di promotrice di una grande Causa.

Simile la rappresentazione che Demi Lovato ha dato di sé nelle interviste rilasciate all’Abc News, a 20/20 e a Good Morning America. L’ex star della Disney, ricoverata per mesi in clinica per problemi psicologici, ha così zittito chi l’aveva paragonata a Lindsay Lohan e Paris Hilton, che invece alternano la rehab ai festini a base di alcol e droga, senza sapere che significhi essere seriamente malate.

Diverso è il caso di Charlie Sheen, che secondo Wang pur non soffrendo di disturbo bipolare manifesta costantemente comportamenti psicotici genuini, quasi senza rendersene conto.

Se Zeta-Jones e Lovato sono da ammirare per la grande dignità e la classe dimostrata anche nella malattia, Sheen dovrebbe dunque meritarsi la nostra empatia anche nei momenti peggiori, perché le sue sfuriate e le azioni clamorosamente eccentriche non sarebbero altro che la manifestazione di un profondo disagio psicologico, ancora tutto da analizzare, ma non per questo meno degno di compassione degli altri.

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