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Perché fare un regalo a qualcuno può essere un rompicapo. Ce lo spiega la psicanalista francese Sylvie Tenenbaum.

Fare il regalo giusto presuppone lo sforzo di uscire dal proprio ego per andare verso l’altro e di prendere atto della sua unicità, è un gesto di apertura con il quale si comunica all’altra persona che la si comprende e la si rispetta ed è per questo che può risultare difficile indovinare la cosa giusta da offrire in dono: è quanto dice la psicanalista Sylvie Tenenbaum, autrice del libro “Ce que disent nos cadeaux” ( Cosa rivelano i nostri regali).

Fare un regalo “sbagliato”, continua la Tenenbaum, può essere segno inconsapevole di aggressività verso l’altro, come una delle sue pazienti che aveva espresso l’aggressività nei confronti della cognata offrendole ogni anno un gioco solitario: una volta in marmo, un’altra in acciaio, un’altra ancora in legno pregiato fino a quando la stessa cognata non ha protestato.

Il dono che facciamo, spiega la psicanalista, rivela più di ogni altra cosa il nostro legame all’altro, da cui la sensazione di sconfitta quando si apre un regalo a buon mercato o il malessere che ci prende se riceviamo qualcosa dal prezzo spropositato che può far pensare che l’altro cerchi di comprare il nostro amore o si debba far perdonare qualcosa.

Quando riceviamo un regalo “sbagliato” ci facciamo un sacco di domande del tipo “Perché a me?”, “Perché questo colore?”, “Questo regalo era veramente destinato a me?” “Mi si voleva forse dare un messaggio?” .

Se invece si dona ad un altro quello che piace a noi, si entra in un processo di negazione dell’altro, ma anche offrire la solita cravatta solo perché il margine d’errore è limitato è come fare un non- regalo, perché la riuscita infatti implica infatti sempre una parte di rischio e di sorpresa.

Insomma, per sapere se si è fatto un regalo giusto, chi lo riceve, aprendo il suo pacchetto, dovrebbe esclamare: “Come hai fatto ad indovinare?” .

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