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psicologia

Nella dipendenza affettiva…senza l’altro ci si sente persi e senza vita

L’amore, rappresenta il bisogno e la capacità di trascendere noi stessi e, insieme ad un altro, creare una realtà nuova.

Talvolta, quando si altera l’ equilibrio tra il dare e il ricevere, tra il proprio confine e lo spazio condiviso, l’amore può trasformarsi, invece che in un’occasione di crescita e arricchimento, in una gabbia senza prospettive di fuga, con pareti fatte di dolore. Questo è quello che succede quando si scivola nella dipendenza affettiva.

La dipendenza affettiva è una forma patologica di amore caratterizzata da assenza cronica di reciprocità nella vita affettiva, in cui l’individuo, “donatore d’amore” a senso unico, vede nel legame con un altra persona, spesso problematica o sfuggente, l’unico scopo della propria esistenza e il riempimento dei propri vuoti affettivi.

Non sempre la differenza tra amore e dipendenza affettiva è netta.

Può addirittura accadere che i due fenomeni si confondano.

La chiave di distinzione sta nel grado di autonomia dell’individuo e nella sua capacità di trovare un senso in se stesso. Diversamente da quanto comunemente

si crede, l’amore nasce dall’incontro di due unità, non di due metà.

Solo per si percepisce nella sua completezza è possibile donarsi senza annullarsi, senza perdersi nell’altro.

Chi è affetto da dipendenza affettiva, non essendo autonomo, non riesce a vivere l’amore nella sua profondità….

La paura dell’abbandono, della separazione, della solitudine generano un costante stato di tensione.

La presenza dell’altro non è più una libera scelta ma è vissuta come una questione di vita o di morte: senza l’altro non si ha la percezione di esistere…..

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