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Inseminazione artificiale. In Scandinavia anche il nome del donatore, in Francia neanche informazioni mediche

Chi nasce in Svezia può sapere come si chiama il padre naturale, chi nasce in Francia potrà saperlo forse dal 2011: nel paese scandinavo, infatti,  già dal 1985 i bambini nati per inseminazione artificiale possono, conoscere l’identità dei loro genitori una volta divenuti maggiorenni: da poco meno tempo la stessa cosa accade in Austria, Gran Bretagna e nei Paesi Bassi.

In  Francia, un paese dove sono nati circa 50.000 bambini per inseminazione artificiale, la futura legge di bioetica, che sarà rivista nel 2011, propone che sia tolto l’anonimato del donatore. L’ex ministro della sanità francese Roselyne Bachelot vorrebbe che fossero resi noti solo alcuni dei dati del donatore, come origini geografiche e sociali e motivazioni, ma non il suo nome, e solo per bambini non ancora nati prima della revisione di questa legge, prevista appunto per il 2011.

Il Dr Jean-Marie Kunstmann, responsabile del Cecos Paris-Chochin (Centro di studio e di conservazione degli ovuli e dello sperma)  come anche l’Accademia di medicina, a proposito della rivelazione completa di chi ha dato lo sperma esprimono parere contrario, ed anche numerosi donatori si oppongono a questa possibilità. I primi perché temono che togliere l’anonimato possa condurre ad un calo di donazioni, i secondi perché ritengono che mantenere segreta la loro identità possa proteggere i propri figli dalle conseguenze di un atto che ha coinvolto solo loro stessi., senza contare che ciò riproporrebbe l’eterno interrogativo se sia più importante il padre biologico o quello che il figlio lo alleva.

Di contro, giovani nati grazie  alla donazione di sperma vorrebbero conoscere storia medica e dettagli  del donatore, informazioni che al momento vengono loro rifiutate.

Secondo la psicanalista Claude Halmos un bambino può comprendere presto che ciò che rende un uomo effettivamente padre è il desiderio che ha avuto di concepirlo e di allevarlo, mentre il donatore ha soltanto aiutato una coppia a diventare genitori, per cui la rivelazione dell’identità del donatore non avrebbe seria influenza sulle persone coinvolte.

Il ventiseienne Christophe Masle, nato per inseminazione artificiale, afferma di avere sempre fatto tante domande a proposito della sua origine durante l’adolescenza ed ha appena fondato un’associazione che riunisce tutti i nati da donazione che vogliono discutere della loro origine.

Con l’aggiornamento della prima legge di bioetica del “ 93, in Francia i  nati per inseminazione artificiale arrivati alla loro maggiore età potranno decidere se sapere qualcosa di più sulla loro provenienza.

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