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Tristezza e angoscia prima delle feste: è la depressione natalizia

ROMA – Natale vi mette la tristezza? Non vi preoccupate, non c’è nulla che non vada in voi. Se gli addobbi in casa e in città, la gente che corre alla ricerca del regalo perfetto, le ricette ad hoc vi fanno venire un senso di angoscia non temete, o meglio, sappiate che succede.

Si tratta di un vero e proprio malessere noto in ambito clinico come depressione natalizia. Scoperto nel 1981, in realtà questo senso di malessere ha le proprie origini ben prima delle celebrazioni religiosi, nell’epoca pagana. La festa del Natale, prima di essere la festa della nascita di Gesù di Nazaret, era la festa con cui le civiltà precristiane celebravano il solstizio d’inverno.

Se quindi i giorni che si avvicinano al Natale sono i più bui dell’anno, negli ultimi decenni si è aggiunto lo stress da ricerca di regalo e organizzazione di cene e cenoni.

La depressione natalizia è simile alla “reazione da anniversario”, già nota a Freud, secondo cui alcune ricorrenze fanno emergere sentimenti apparentemente non in linea con la festa ma legati ad eventi passati che riaffiorano.

Il Natale porta poi on sé i vuoti causati dalle pause dal lavoro, che molti non sanno come riempire, e l’obbligo sociale di rivedere persone che magari non si avrebbe voglia di rivedere.

Per di più essere tristi a Natale viene quasi visto come un sintomo di asocialità o di scontrosità, cosa che fa scattare anche il senso di colpa in chi già non è propenso allo spirito positivo.

Chi soffre di depressione natalizia prova tristezza persistente, pessimismo e sfiducia, senso di vuoto e di colpa per non essere felice, e fastidio in occasione delle cene obbligate, degli incontri con persone che non fanno parte della propria routine. Nei casi più seri si arriva a soffrire di insonnia, mal di testa, inappetenza e persino dolori fisici.

Per non stare male è importante un buon approccio al Natale: innanzitutto bisogna cercare di vivere l’avvicinarsi delle feste, dei cenoni, degli incontri con leggerezza. Provare ad essere propositivi, e non più passivi.

Stabilire come obbligo quello di fare regali solo ai bambini, e basta, è un buon compromesso. E in ogni caso è fondamentale evitare di colpevolizzarsi.

Se poi proprio non si riesce ad andare a fare le code per lo shopping un’ottima alternativa sono gli acquisti online. Se poi si vuole coniugare l’utile al dilettevole ci sono moltissime organizzazioni non profut che permettono di fare regali il cui ricavato va direttamente in beneficenza.

 

 

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