corriere Le lacrime delle donne (per tenere lontani gli uomini) di MARIA LUISA AGNESE

corriere Le lacrime delle donne (per tenere lontani gli uomini) di MARIA LUISA AGNESE

S ignori in guardia, d’ora in avanti non liquidate più le lacrime delle donne come una faccenda sentimentale o, peggio, una questione di maliziose finzioni o isterie senza ragione. No, quando una donna piange, piange sul serio e piange emotivo, sta mandando segnali precisi e specialissimi che nel codice più essenziale e antico di tutti, quello della comunicazione sessuale fra maschio e femmina, significa qualcosa come «No, non ora, caro, non adesso!» . Sta mandando un segnale al maschio della sua specie attraverso il liquido delle sue lacrime secondo un preciso codice chimico: e lui, annusando quelle lacrime, reagisce con un calo del desiderio e dei livelli di testosterone. È quanto ha comunicato attraverso la rivista Science un gruppo di ricercatori israeliani dello Weizmann Institute, al termine della prima parte della ricerca sulla dinamica delle lacrime umane, che è partita analizzando quelle delle donne. Di cui, a sorpresa, si scopre un preciso ruolo funzionale, anche se è ancora incerto il perché succeda, probabilmente, risponde uno dei ricercatori, Noam Sobel, perché sono legate a un meccanismo di protezione durante il periodo delle mestruazioni. E così millenni di poesie, romanzi, avventure, film, sospiri e incantamenti, scivolano via insieme alle lacrime sul viso di Bobby Solo e ai No woman no cry di Bob Marley. In qualche modo si salva solo un grande cinico come il latino Giovenale che, anche se non aveva intuito la valenza chimica del codice sessuale delle lacrime, ne aveva sicuramente annientato la motivazione sdolcinata e sentimentale con uno sprezzante aforisma: «Le lacrime delle donne sono solo sudore degli occhi» . E delle lacrime dei maschi, che cosa si sa? Poco per ora, perché, come racconta Noam Sobel, quando hanno cominciato la ricerca andando a caccia di volontari disposti a piangere, si sono presentate perlopiù donne, in una proporzione di 70 a uno. Ma adesso hanno pronta una riserva di grandi piangenti uomini: e dovremo aspettare ancora un po’ per sapere di che umori sono fatte le lacrime dei maschietti. Che, per quanto più morigerati in fatto di pianto, negli ultimi tempi si stanno lasciando andare. Da quando le ha sdoganate Achille Occhetto (n e l 1990, allora segretario Pci, dopo la svolta della Bolognina) non piange più solo la Prestigiacomo: due anni fa si è dato licenza di commuoversi in pubblico Obama, dopo la morte della nonna, e di recente lo ha imitato il nuovo speaker della camera Usa John A. Boehner quando è subentrato, emozionato, a Nancy Pelosi. Ancora un po’ e sapremo che cosa volevano comunicare.

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