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Leader non conviene: essere i migliori stressa quanto essere i peggiori

ROMA – Le donne lo sanno: spesso è meglio non essere prime, non essere il capo, non essere le responsabili. Un atteggiamento non remissivo, ma salutare. Lo dice la scienza.

Uno studio riportato da Science, condotto su un gruppo di babbuini, sottolinea che i maschi alfa al vertice della gerarchia sociale hanno livelli di stress simili a quelli che si trovano invece ai livelli più bassi della scala sociale. E comunque, in entrambi i casi il loro stress è superiore a quello dei maschi beta, i “secondi”.

La scoperta è singolare: prima si pensava infatti che chi occupava le posizioni più alte della gerarchia sociale fosse favorito nell’accesso al cibo e nella ricerca di un partner, benefici che avrebbero bilanciato l’energia spesa per mantenere la posizione dominante.

Questa ricerca invece dimostra che i leader hanno alti tassi dell’ormone dello stress cortisolo, mentre il valore di testosterone è più basso di quello dei maschi beta.

Tra i motivi di stress per chi sta ai vertici c’è la costante preoccupazione di perdere la posizione acquisita. Forse, meglio lasciar perdere, anzi, vincere gli altri.

 

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