Balbuzia infantie, cos’è e come devono affrontare il probema i genitori

Balbuzia infantie, cos’è e come devono affrontare il probema i genitori

Nella balbuzia i pazienti sanno con precisione quello che vogliono dire ma, avendo un disordine nell’andamento della parola, non riescono a dirlo a causa di ripetizioni e parole più lunghe, questa difficoltà, consiste in contrazioni spastiche, a carico delle funzioni, della regolarità e del ritmo della muscolatura fonorespiratoria.

E’ considerato un disturbo del linguaggio è multifattoriale, perchè è dato da mote variabili come la personalità, componente psicologica e ambientale.

Gli studiosi hanno comunque classificato tre differenti tipi di balbuzie:

Forma Clonica:  comporta la ripetizione di una o più parti iniziali, interne o finali di una parola, si manifesta nell’età infantile;
Forma Tonica:  se si manifesta all’inizio della parola con difficoltà di pronuncia e, nei casi più severi, comporta un vero e proprio “blocco” nella fluenza verbale del bambino;
Forma Palilalica o Mista: un mix delle due forme precedenti caratterizzata dalla presenza di prolungamenti, tonicità e ripetizioni.

Come, abbiamo detto è un  disturbo della relazione e della comunicazione di origine psicologica. La balbuzie esordisce talvolta improvvisamente in età infantile magari a causa di situazioni traumatiche o avvertite come tali (nascita di un fratellino, situazioni di anaffettivà, perdita di sicurezza, traumi, precari inserimenti), sommata a relazioni difficili e ansiogene avvertite dalla sensibilità del bambino nei primi anni di vita.

molto spesso, invece insorge gradualmente insieme ai tentativi del bambino di pronunciare vocaboli e termini foneticamente complessi (tali esitazioni prendono il nome di disfluenze specifiche).

Spesso in’età infantile, affermare che il bambino sceglie, in maniera inconscia, un sistemi di comunicazione di  una modalità (la parola bloccata, il linguaggio esitante) che gli garantisce di attrarre l’attenzione dei genitori, per comunicare il suo stato interno, per “dire” all’adulto del suo disagio riguardo eventi particolari o avvertiti come ansiogeni.

Nessun bambino nasce con il problema della balbuzie, perchè parlare non è cosa facile, e per un bambino lo è ancor meno.

E’ assolutamente normale per un bambino di pochi anni avere qualche difficoltà nel trovare la giusta coordinazione fisica, intellettuale ed emotiva necessaria ad un linguaggio fluente, perchè il bambino che balbetta, ha mote difficoltà a controllare i processi di produzione della parola, richiedendo tempi maggiori per coordinare ed organizzare l’atto verbale.

Gli studi condotti hanno dimostrato che i bambini affetti da balbuzie sono soggetti del tutto normali psichicamente, e con una grandissima sensibilità;

Moti bambini presentano questo disturbo intorno ai 3-4 anni, ma la vera balbuzie, o dis-fluenza anormale, è un disturbo che generalmente insorge nell’età infantile, collocandosi tipicamente nel periodo 4-6 anni.

L’obiettivo delle terapie al riguardo, specie su bambini dai 3 ai 7 anni, è evitare che la balbuzie diventi nel tempo troppo severa.

Il ruolo dei genitori quali educatori e primi terapeuti nei confronti della balbuzie infantile è fondamentale.

Bisogna, innanzi tutto, comprendere le difficoltà del figlio ed aumentare l’interazione con esso.

Importante, appena si sospetti che le disfluenze del proprio figlio siano più serie del normale occorre rivolgersi ad uno specialista del linguaggio.

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