Imane Fadil: ‘Alle serate bunga bunga Berlusconi si assopiva, ha un appannamento mentale’

Imane Fadil: ‘Alle serate bunga bunga Berlusconi si assopiva, ha un appannamento mentale’
Imane Fadil

Imane Fadil (LaPresse)

MILANO – Imane Fadil, la ragazza di 27 anni nata a Fez in Marocco è  la principale accusatrice di Lele Mora, Nicole Minetti ed Emilio Fede, gli imputati al processo sui festini di Arcore.

Imane fa la modella, è cresciuta a Torino e da qualche anno vive a Milano. La ragazza ha frequentato le feste di Arcore, ha visto con i suoi occhi che cosa succedeva durante e dopo le “cene eleganti” e ad agosto ha deciso di parlare per la sua dignità e per “spiegare alle donne che hanno dei valori e che vogliono arrivare a fare qualcosa per meritocrazia e non per mignottocrazia”.  Su Silvio Berlusconi racconta: “Io non ce l’ho con lui. È un uomo. E un uomo di alto potere. Secondo me si è fatto trascinare da queste persone che credeva gli volessero bene. Io ce l’ho con i parassiti che gli stanno attorno. Certo, a volte si assopiva e le ragazze dovevano fare ancora di più per attirare la sua attenzione. Secondo me ha un appannamento mentale”.

Sulla Minetti ha invece le idee chiare: “Lei era quella che organizzava le serate, lo sapevamo tutte. La signora faceva l’amministratrice…”

AL Fatto Quotidiano (l’altra) marocchina racconta come è entrata in contatto con quel mondo: “Facevo la modella, nel 2007 avevo partecipato a La grande notte, con Gene Gnocchi e Afef, su Rai2. Poi per tre anni sono uscita dal giro perché mi ero fidanzata e mi interessava di più il lato sentimentale della vita. Nella vita però tutto inizia e tutto finisce, così dopo tre anni sono tornata a dedicarmi al lavoro”.

“Comincio a girare un videoclip con Nina Senicar e un deejay di nome Dj Ben – racconta Imane – . Questi, credo su spinta di Lele Mora, mi chiede se volevo prendere un caffè ad Arcore. Ho accettato: perché non andare a prendere un caffè da un signore che è padrone di tre tv?”. Ad Arcore, Imane arriva per la prima volta nel febbraio 2010. “C’erano già altre ragazze. Ci accoglie il signor Silvio. Dopo la cena, Nicole Minetti e Barbara Faggioli si cambiano d’abito e si vestono da suore, con una tunica nera e una croce rossa sul velo. Ballano e a un certo punto si tolgono il vestito da suora, restano in lingerie e cominciano a dimenarsi attorno al palo della lap dance. C’era anche Lisandra Lopez, che non indossava le mutandine e quando si chinava lasciava vedere chiaramente il sedere nudo e anche, diciamo, la parte intima femminile”.

Se quella sera ci sia stato o no un pagamento in denaro (si parla di una busta con 2mila euro per lei consegnata in un incontro successivo avvenuto sempre ad Arcore n.d.r) , Iman spiega che lo dirà in aula durante il processo.  Continua: “Ho partecipato anche a cene normali, ma altre volte invece ho visto situazioni che non mi piacevano affatto. Balletti volgari, ragazze nude. Non tutte le ragazze si comportavano in un modo che offende la dignità delle donne, ma alcune sì. È gente che non sa che cosa siano i principi. Sono arrivate ai loro obiettivi con una sfacciataggine assurda e soprattutto prendendo in giro tutta Italia. Questo mi ha fatto decidere: io a questo gioco non ci sto. Nicole Minetti? Lei era quella che organizzava le serate, lo sapevamo tutte. La signora faceva l’amministratrice…”

 

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