Lady Gaga, Rihanna e il “pop porno”

Lady Gaga, Rihanna e il “pop porno”

LONDRA – «La musica pop sta diventando pornografica». A pronunciare l’inclemente sentenza è il paroliere Mike Stock, che con la Stock, Aitken and Waterman lanciò la carriera di Kylie Minogue.

La colpa, secondo il compositore, sarebbe di star come Rihanna, Lady Gaga e Katy Perry, che «hanno portato l’immaginario sessuale, le mosse provocanti e il contenuto spinto delle canzoni oltre il limite della decenza».

Solo il mese scorso, in Inghilterra, è stato pubblicato il Bailey Report, commissionato dal governo britannico, che suggeriva una serie di step per combattere la crescente erotizzazione e mercificazione dei giovani.

Lo studio proponeva di ricollocare nel palinsesto televisivo i video più spinti, mandandoli in onda in tarda serata, di non esporre riviste dalle copertine “hard” sugli scaffali (o, almeno, di renderle meno visibili) e di consultare i genitori sulle linee guida televisive.

Secondo Stock, però, tali interventi sarebbero inutili: «Con internet e l’iPlayer della BBC uno può guardarsi i programmi notturni a colazione e i ragazzi lo fanno». Inutile anche mettere avvisi per i genitori sui dischi, perché ormai tutti scaricano musica dal web.

Il pop, così, si starebbe buttando sulla pornografia. «Perché? Perché è facile – spiega Stock –. Metti un po’ di mosse sessuali nei balletti e un sacco di ragazze e il gioco è fatto».

Per questo il paroliere ha scritto una lettera aperta alle trasmissioni televisive inglesi, affinché rifiutino di mandare in onda video o canzoni che giudicano inadatte, per spingere le etichette discografiche a rivedere il proprio modo di agire.

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