photogallery

AAA Nude House cerca venditori di software naturisti… ma in realtà sono escort

LONDRA – Ha presentato il suo business come l’ultima frontiera «per l’auto-espressione dei naturisti», postando un annuncio su Craigslist in cui dice di cercare venditori di software disposti a lavorare nudi. Moltissimi siti d’informazione nel mondo, da quello de La Stampa a quello del DailyIndia, hanno ripreso la notizia. Peccato, però, che l’attività che il signor Chris Taylor vuole mettere in piedi è tutt’altro che avanguardistica, ma anzi è forse la più antica del mondo.

Se nelle varie interviste il titolare della Nude House, questo il nome dell’azienda con sede nel Buckinghamshire, a sud-est di Londra, sottolinea di non essere interessato al sesso, ma alla promozione di un software, alla fine dell’annuncio postato sul sito http://nude-house.com/ si legge però che: “l’azienda può anche operare le altre attività che si fanno nudi, se lo staff lo desidera”.

Una precisazione non da poco, che ci ha subito fato sorgere qualche dubbio riguardo la tanto sbandierata serietà del signor Taylor, che offre agli impiegati (preferibilmente donne, guarda caso) 500 sterline per ogni software venduto.

Ma se si approfondisce la ricerca sul Web, chiedendo a Google di mostrare altri risultati per quel sito, si scoprono tutta una serie di sezioni “nascoste”, che non compaiono nel menu per così dire “ufficiale” del sito.

In queste pagine, si trova un’esplicita conferma delle reali intenzioni dell’imprenditore, che punta a allestire nella sua dimora di Amersham una sorta di centro direzionale per un giro di accompagnatrici, promettendo alle ragazze che quando l’attività si espanderà si trasferiranno a Londra, per diventare “escort di alto calibro”.

Il termine escort è nato a Londra, fine anni 60 inizi 70, per coprire l’attività di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione svolta dalle agenzie di collocamento di puttane nell’età del boom post bellico. Prima le donne operavano in proprio: a Mayfair, tipica e secolare zona nata vicino al mercato che si teneva appunto a Mayfair, nelle stradine dietro gli alberghi di lusso e i casinò, le finestre con le abat-jour con le luci rosse accese. Oppure c’erano i tradizionali magnaccia.

Per evitare l’accusa di prossenetismo, le agenzie fecero fare articoli sui giornali in cui si sosteneva che loro procuravano ragazze a manager in viaggio a Londra da fuori afflitti da solitudine e in cerca di compagnia (escort) per  la cena. Se poi per il dopo cena uomo e ragazza si accordavano per qualche altro servizio era un fatto privato fra loro. Di qui l’uso di escort come eufemismo anche in Italia.

Nude-house sviluppa lo stesso concetto dicendo alle ragazze: voi guadagnate 125 sterline l’ora, di solito gli incontri (tipica cena) durano due ore, quindi fanno 250. Da quella cifra va tolta la percentuale dell’agenzia, che non viene indicata, e il resto è per le ragazze. Questo perché procurare compagnia è lecito, procurare puttane no. Loro così mettono esplicito che guadagnano solo sulla compagnia e quel che accade dopo fa parte della libera individuale iniziativa.

Nella sezione dedicata alle posizioni professionali da riempire, la Nude House traccia un profilo delle figure richieste: un partner per l’attività, un manager donna e delle “ragazze nubili nude fra i 23 e i 35 anni”, disposte ad accompagnare i “clienti” come “ospiti a cene e feste”, sempre, naturalmente, senza vestiti. Alle ragazze vengono offerte 250 sterline + IVA per ogni “sessione di due ore” (pagata dall’azienda, dopo l’evento), ma si specifica che guadagneranno di più per «eventi dalla durata prolungata o per gli extra eseguiti al di fuori del contratto».

La stessa Nude House cerca, poi, una pr in grado di «ammorbidire (“massage”, in lingua originale) l’opinione pubblica sull’intero servizio». Ad esempio «convincendo i proprietari dei ristoranti che avere una o più ragazze nude nel locale farà aumentare i clienti». La pr potrà anche «invitare media e tv locali ad assistere agli eventi, per generare interesse» e «dovrebbe sfruttare l’occasione di avere 100 o più modelle nude disposte ad essere guardate mentre lavorano dal pubblico e dai clienti, alle cene e alle feste».

Ma non è finita qui perché la colossale iniziativa imprenditoriale del signor Taylor include anche l’assunzione di booker in grado di «gestire gli appuntamenti delle ragazze».

In queste due sezioni (http://nude-house.com/recruits.html e http://nude-house.com/females.html), poi, si spiega dettagliatamente cosa le ragazze dovranno fare: lavorare in casa completamente nude, permettendo ai clienti di guardarle mentre ballano e fanno la lap dance, accompagnandoli poi a cene ed eventi, sempre completamente svestite.

Dal momento che lo sfruttamento della prostituzione è un reato, ma il fornire accompagnatrici no, il signor Taylor specifica che qualsiasi iniziativa le ragazze decidano poi di prendere “al di fuori dei termini del loro contratto” sarà semplicemente affar loro. Ma le invita, comunque, a “far felici i clienti”, facendoli sentire orgogliosi dei propri attributi.

Le giovani impiegate dovranno altresì essere disposte a spogliarsi in web-cam, a girare video erotici e ad animare le sexy chat con i clienti, nonché i “Nude-Parties” da sei ore, per cui verranno pagate da un minimo di 200 a un massimo di 600 sterline. Non male per delle semplici “venditrici di software naturiste”.

Ecco alcune delle “venditrici”:

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.