Il Dr. House si dà al blues col suo primo disco

Il Dr. House si dà al blues col suo primo disco

LONDRA – Hugh Laurie smette (temporaneamente) i panni del Dr. House, il dottore più cinico e amato della tv, e si reinventa musicista con “Let them talk” (e cioè “Lasciali parlare”), il suo primo album che dovrebbe uscire il 10 maggio per Warner Music.

Prodotto da Joe Henry e impreziosito dalla collaborazione di ospiti celebri come Tom Jones, Dr. John e Irma Thomas, il disco si sviluppa su una base di pianoforte e voce e celebra il blues di New Orleans perché, afferma l’artista, «non ho mai potuto sopportare di vedere questa musica confinata in una vetrinetta con la dicitura: Cultura: da maneggiare solo se vecchi e di colore. Amo questa musica, nel modo più autentico che posso, e spero che anche voi l’amiate».

In scaletta, infatti, figurano classici come “St. James infirmary”, “Swanee river” e “After you’ve gone”. «Da bambino studiavo pianoforte con una certa signora Hare, che mi faceva fare solo ninna nanne francesi, ma nel libro di musica c’erano anche brani come questi, e io sognavo di suonarli» ha raccontato Laurie, che si autodefinisce «un bianco della classe media inglese che sconfina apertamente nella musica e nei miti del sud americano».

Quanto alla sua doppia veste, di attore e musicista, Laurie afferma: «La cosa peggiore è che ho infranto una delle regole base di chi fa questo mestiere: gli attori devono recitare e i musicisti suonare. É così che funziona… quindi perché ascoltare la musica di un attore? La risposta è che non c’è risposta. Se ti preoccupa la provenienza e la genealogia, allora dovresti cercare altrove, non ho niente per te».

«Gli attori mettono su una maschera, i musicisti la tolgono. Amo il personaggio di House, ma questo è più vicino a quello che sono» ha dichiarato Hugh durante la presentazione del suo album a Londra.

«Ho trascorso anni a nascondermi dietro un personaggio e sono pentito di non aver fatto questo vent’anni fa» ha detto l’attore, uno dei più pagati del piccolo schermo negli Stati Uniti, con 400 mila dollari a puntata.

Anche per questo, Laurie confessa: «Se non sembra troppo avido, mi piacerebbe continuare sia a fare House, che a suonare. Ma House a un certo punto dovrà finire, mentre la musica non finisce mai».

Potrebbero interessarti anche...