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L’uomo Armani il prossimo inverno vestirà di grigio in tutte le sue sfumature

Grigio si’, ma non monotono. E come si fa? Giorgio Armani la ricetta ce l’ha e l’ha mostrata in passerella a Milano, con la sua collezione uomo per il prossimo inverno. Un esercizio di virtuosismo sul grigio, che parte dalle nebbie londinesi per arrivare ai caldi colori del Mediterraneo, inizia dalla formalita’ del completo per approdare al fascino della divisa, comincia con la flanella per scivolare sul raso, portato anche di giorno.

”Il grigio e’ il colore da uomo per eccellenza” ha spiegato lo stilista, che ne ha mandate in passerella ben 50 varianti, tra toni di colore e mano dei tessuti, dal lucido all’opaco. Certo, poi tutta questa monocromia va spezzata, sdrammatizzata, magari con un gilet di velluto bordato di raso, ma anche con una camicia a tinte sature, azzurro, arancio, rosa carico, una novita’ per Armani che, infatti, ha confessato di aver avuto ”paura di essere un po’ tamarro”.

Ma questo piccolo cambiamento ben si inserisce nella nuova collezione, pensata per ”un uomo emotivo e motivato, meno rigido di quelli che abbiamo visto ultimamente sia in passerella sia per la strada, che sembravano astratti dal mondo, mentre ora – ha spiegato lo stilista – recuperiamo un atteggiamento meno drastico”. In questa nuova chiave, e’ possibile persino scherzare con la propria immagine: Armani lo ha fatto mandando in passerella, annodato sui pantaloni come un pareo, uno scialle in cashmere e seta con impresso il suo viso, fotografato da Bob Krieger.

”Perche’ non metterci la faccia ogni tanto? Serve a ricordare alla gente – ha aggiunto – chi sei e cosa hai fatto”. Chi sia Armani e’ noto, cosa abbia fatto in passato magari un po’ meno, percio’ ‘re Giorgio’ ha fatto aprire la sfilata, sopra al completo grigio effetto tuta, a un cappotto color cammello, che lui stesso aveva disegnato nel 1977. ”E’ un modello che non mettevo piu’, poi quando l’hanno visto i ragazzi che lavorano con me – ha raccontato ancora – sono impazziti e cosi’ l’ho riproposto”.

Perche’ i classici, in fondo, non passano mai di moda, basta abbinarli nel modo giusto, attualizzarli con dettagli come i bottoni nascosti delle giacche, che cosi’ slanciano meglio la figura, modernizzarli con il colletto delle camicie che sale fino a sostituire la cravatta, rinnovarli negli abbinamenti, con la giacca-camicia portata con i pantaloni uguali, per un effetto ‘monovolume’ che ricorda le divise militari, ”l’idea piu’ bella per l’uomo”. O meglio, per l’uomo elegante, quello che, leggendo i giornali o accendendo la tv, oggi non puo’ fare a meno di provare – come ha confessato Armani – ”un leggero senso d’orrore”.

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