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Diamanti blu, ultima tendenza del mercato di Amsterdam

ROMA – Un tempo erano appannaggio esclusivo delle famiglie reali, ma oggi sono sempre più accessibili, grazie a prezzi relativamente contenuti. Parliamo dei diamanti blu, ultima novità dal mercato del settore di Amsterdam, che propone pietre da qualche decimo di carato a poche centinaia di euro.

Non si tratta, certo, di pezzi unici, come il celebre “Hope”/”Blue” che ispirò il regista James Cameron in “Titanic”, ma le suggestioni che richiamano sono le stesse del magico “Cuore dell’Oceano” indossato da Rose/Kate Winslet nel film.

Tre anni fa, i ricercatori del Museo nazionale francese di storia naturale scoprirono che il diamante “Hope”, comparso nel 1812 a Londra nelle mani di un omonimo mercante e più volte messo in mostra nell’ultimo secolo, altro non era che il famoso “Blue”, rimpicciolito dopo diversi tagli fino a raggiungere il peso attuale di 44,5 carati.

A commissionarlo, all’inizio del Settecento, fu il Re Sole, che si fece tagliare una pietra di 115,6 carati proveniente dal Regno indiano di Golconda. Dopo due anni di lavoro, l’artigiano Sieur Pittau confezionò per il sovrano una gemma di 68 carati a forma di uovo di piccione. Ereditato prima da Luigi XV e, poi, da Luigi XVI, il magnifico “Blue” (così chiamato per il colore dei suoi riflessi) andò perso durante la Rivoluzione Francese, quando l’ultimo sovrano fu ghigliottinato. E riapparve, appunto, a Londra qualche decennio dopo, senza che nessuno potesse però riconoscerlo con certezza.

Fino a pochissimo tempo fa, diamanti del genere venivano battuti a cifre esorbitanti solo dalle maggiori case d’asta. È il caso, ad esempio, del Bulgari blu diamond, realizzato dalla casa italiana nel 1970, che lo scorso ottobre è stato messo all’incanto a New York da Christie’s ed è stato acquistato per 15, 7 milioni di dollari. O dello storico Blaue Wittelsbacher, battuto nella sede londinese della casa d’asta per la cifra record di 16,4 milioni di sterline (circa 18,7 milioni di euro). Lo straordinario diamante di 35,56 carati fu donato da re Filippo IV di Spagna alla figlia Margherita Teresa in occasione del suo matrimonio e successivamente è appartenuto anche alla famiglia reale di Baviera.

Se in passato, dunque, i cosiddetti “Fancy” (vale a dire i diamanti colorati) erano un sogno irraggiungibile per la maggior parte delle donne “comuni”, oggi aspirare a una pietra blu non è più un desiderio impossibile, basta solo accontentarsi di un gioiello un po’ più piccolo.

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