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La nuova collezione di Dolce & Gabbana? Una “sartoria eccentrica”

Una ‘sartoria eccentrica’ quella che ha dato vita, stavolta, alla collezione Dolce & Gabbana, tutta dedicata a quei giovani uomini che dettano tendenza con le nuove proporzioni, le giacche molto corte, il cavallo dei pantaloni molto basso (ma la vita quasi al punto giusto) e un atteggiamento complessivo che non puo’ essere inquadrato negli schemi rigidi di chi ormai e’ arrivato agli ‘anta’.

Innanzitutto ”eccentricita’ non vuol dire fare cose eclatanti (ci sono anche le giacche da sera in paillettes, comunque), l’estetica gridata sono anni che non ci interessa piu”’ dicono Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Qui c’e’ una nuova ricerca sulle proporzioni, fatta non solo a tavolino, ma stando attenti ai fenomeni sociali e di costume, all’estetica che si forma, quasi per sedimentazione spontanea del gusto, tra le nuove generazioni. Insomma, i due stilisti si guardano in giro, osservano e assorbono, filtrano e ripensano, circondati da assistenti di 23-24 anni che li aiutano a capire: ”stiamo molto attenti al mercato giovane, anche quello dei diciottenni.

Questa e’ un’estetica che piace ai ragazzi e noi non ci domandiamo nemmeno perche”’. La passerella si snoda sulla musica di Bryan Ferry e il cantante, 66 anni ben portati, e’ li’ in prima fila, vicino al ballerino Roberto Bolle, all’attore Federico Scianna e ai pugili del team Dolce & Gabbana Milano Thunder. Ma che ne sanno di Bryan Ferry i modelli ventenni, in passerella con le t-shirt che riproducono le cover dei suoi album piu’ famosi? ”Poco o niente, cosi’ come non sono toccati dalle nostre categorie di giudizio. C’e’, nella collezione, un’estetica che sfiora il dandismo, ma le nostre definizioni – spiegano i due stilisti – riportano sempre a qualcosa del passato che i giovani per fortuna non conoscono. Per questo con loro si puo’ creare il nuovo”. Nuova sartorialita’ dunque, eccentrica per gli altri, ma non per loro: giacche corte in tessuti bolliti e cappotti messi lavatrice, da indossare come maglioni che prendono forma col calore del corpo.

Stoffe iperclassiche cardate, ma anche lana e cotone tessuti insieme, e poi cotone battutto, confortevole e caldo. I pantaloni, anche con doppia pinces, hanno una forma che scende di trenta centimetri sotto il cavallo, perfino quando sono in rigato genere tight. Le giacche anche a doppiopetto, i revers piccoli e grandi ma studiatissimi, cappotti e giacconi costruiti con mix di capi militari grigi e finta pelliccia.

I colori includono il rosso, il bordeaux e il viola, le camicie sono a motivi Principe di Galles e pied-de-poule, con i codici digitali della stampa come originale dettaglio. La sera fa luccicare molti completi vellutati e qualche blazer di paillettes, il finale e’ uno stormo di bei giovani, tutti rigorosamente in jeans e giacca di velluto.

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