Milano, ospedale Luigi Sacco: un occhio elettronico vigila sulla sala parto, per la sicurezza di mamma e bambino

Milano, ospedale Luigi Sacco: un occhio elettronico vigila sulla sala parto, per la sicurezza di mamma e bambino

Un software che permetta di monitorare i rischi in sala parto, facilitando il lavoro dell’equipe medica e garantendo la massima sicurezza per la madre e il bambino. È quello che si sta sperimentando all’Ospedale “Luigi Sacco” di Milano, grazie a una collaborazione nata due anni fa con il Politecnico della città lombarda nell’ambito del “Progetto Remine”, co-finanziato dalla Commissione Europea e supportato anche dalla Regione.

Il sistema, nel quale vengono inseriti i dati clinici delle pazienti, garantisce che vengano tenuti sotto controllo in particolare tre elementi. Il benessere materno, quello fetale e la progressione del travaglio. Quando la procedura non è rispettata è previsto che un segnale d’allarme indichi l’anomalia. Ciò permetterà interventi tempestivi in grado di azzerare i ritardi diagnostici. Inoltre il programma svolge una funzione simile a quella della “scatola nera” di un aereo consentendo successivamente di individuare il motivo per il quale si è verificato l’imprevisto e portando a un progressivo perfezionamento delle metodologie di lavoro.

Finora sono stati circa un centinaio i parti svolti con l’ausilio della nuova tecnologia. Come spiega Patrizio Antonazzo, responsabile della sala parto dell’ospedale milanese, «si tratta di un programma finalizzato per ora al monitoraggio del travaglio delle pazienti a basso rischio, quelle con una storia clinica priva di complicanze particolari, tale da far prevedere un decorso fisiologico della gravidanza». Dopo che, tra agosto e settembre di quest’anno, sono stati inseriti i parametri delle prime pazienti da monitorare, la sperimentazione è attualmente in un momento di transizione nel quale si studia il funzionamento, il grado di attendibilità e i possibili miglioramenti da apportare all’apparecchiatura, consentendo anche al personale medico di prendere confidenza con essa: «Il software non dà ancora concretamente gli alert all’equipe – prosegue Antonazzo – cosa che accadrà invece da dicembre. A febbraio è previsto poi l’inserimento dei parametri relativi ai fattori confondenti, come quello umano. La fine di questa fase della sperimentazione è fissata per la prossima estate».

Gli errori medici in sala parto con conseguenze drammatiche per la madre e il nascituro, sono tornati prepotentemente di attualità negli ultimi mesi con numerosi episodi di cronaca che, da Nord a Sud, hanno messo sotto accusa il sistema italiano. Anche se in realtà, conclude Antonazzo, la situazione generale non è così allarmante: «I tassi di mortalità materna dei nostri ospedali sono assolutamente in linea con quelli degli altri paesi europei. Occorre capire che una certa percentuale di rischio resterà sempre ineliminabile, in quanto non legata esclusivamente a errori umani. Quello che si può fare, anche con progetti come il nostro, è cercare di ridurla il più possibile».

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