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Mamme al lavoro. Le aziende si impegnano per aiutarle a conciliare vita familiare e professionale

Le donne che abbandonano il lavoro per dedicarsi ai figli e alla famiglia stanno diventando un “costo” che molte aziende cominciano a non poter più supportare.

Secondo il settimanale Donna Moderna, una donna su cinque lascia, il posto dopo la nascita del primo figlio: lavorare e organizzare la vita  senza trascurare la famiglia è molto difficile.

Alcune aziende, però, stanno facendo qualche passo per evitare tutto questo spreco di risorse.

A questo proposito nascono i primi progetti di aziende “family friendly”, amiche della famiglia appunto, che con programmi di flessibilità consentono alle donne di rimanere al lavoro, ma non solo, di avere anche ruoli strategici.

Per ottenere questi risultati le aziende ricorrono a diversi strumenti, come il telelavoro, che  consente alle donne di lavorare da casa, pur alternando questo tipo di prestazione alla presenza in ufficio.

Molte aziende intervengono anche sul fronte dell’orario, concedendo alle dipendenti il partime, che può essere  orizzontale (una riduzione delle ore e una presenza in azienda tutti i giorni) o verticale (si concentrano le ore in due o tre giorni a settimana); e anche ricorrendo a una specie di “banca ore”, in cui si possono accumulare ore di straordinario e trasformale in permessi all’occorrenza.

La soluzione comunque sempre più gradita è  quella dei servizi messi a disposizione gratuitamente dalle aziende, come i nidi.

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