Biennale di Venezia, da museo a “fucina creatrice d’arte”

Biennale di Venezia, da museo a “fucina creatrice d’arte”

VENEZIA – “La Biennale di Venezia è una macchina del vento, scuote la foresta dell’arte, scopre verità nascoste e nuovi impulsi, elementi di dialettica”. Così ieri 1 giugno il presidente della Biennale Paolo Baratta, entrando all’esposizione “Illuminazioni”, curata da Bice Curiger, la 54 esima Mostra Internazionale dell’Arte dei Giardini e dell’Arsenale.

Palazzo Grassi guarda alla Biennale con “grande amicizia e rispetto”, e nel giorno della prevernice dell’esposizione internazionale d’arte apre le porte a una mostra che segna un deciso ulteriore passaggio del luogo simbolo della presenza di Francois Pinault a Venezia da apparente spazio museale -espositivo di una vasta collezione a “fucina creatrice d’arte”.

Una dimensione ancor più di “laboratorio”, quella che pare emergere alla svolta del quinto anno di attività veneziana della fondazione del magnate francese, dove l’artista non presenta ma interagisce nella scelta o crea ad hoc l’opera, che viene in un certo senso ben esemplificato dall’immenso lavoro di Joanna Vasconcelos che dall’atrio si dipana fino al secondo piano. Un’opera che si nutre di simboli veneziani – merletti, mascherine, perle – scelti e aggiunti dall’artista. Ma sono otto i lavori appositamente commissionati per gli spazi del palazzo e complessivamente, anche nel catalogo, è visibile la rete di relazioni tra curatrice, artisti, fondazione che hanno caratterizzato la genesi e la realizzazione dell’esposizione.

Qui di seguito, alcune suggestive opere d’arte esposte alla Biennale (foto LaPresse):

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